Category Archives: Parliamo di cibo

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Sua maestà il Tartufo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il nostro pianeta è pieno di ricche e rare risorse, ma non stiamo parlando di oro o pietre preziose, bensì del tartufoIMG-20220206-WA0062
Spiegare con esattezza cos'è la passione per il tartufo e cosa significa "andare a tartufi" sarebbe qualcosa di molto difficile, perchè la bellezza e complessità di questa pratica è data dal mistero, dalla curiosità e dalla sorpresa…perciò, se siete così curiosi, continuate a leggere questo articolo. 

Il tartufo è un capolavoro della Natura ed è un fungo ipogeo, appartenente alla famiglia delle tuberacee, che vive in simbiosi con le radici di alcune tipologie di piante, come la  quercia, faggio, càrpino, pioppo e nocciolo.

Nasce spontaneamente nel sottosuolo boschivo e quando arriva in fase di maturazione emana un odore talmente forte e persistente da attrarre numerosi animali selvatici come il cinghiale, il tasso, il ghiro

VINCOTTO

vincotto

Nella cultura contadina si cercava di gettare nulla. Pertanto l'agricoltore si è sempre ingegnato a riciclare, rendendo non deperibile quello che la naura in quel momento forniva in buona quantità. Forse è così che è nato il vincotto, uno sciroppo dolce che veniva usato come dilcificante sia di bibite che di pietanze e dolci, ma anche una bevanda energetica che veniva somministrata come rimedio universale per stati di deperimento di uomini e animali. E così la vacca faceva poco latte: Vincotto!. il somaro aveva le coliche? Vincotto! E così via per tutti gli altri.

 

Torrone

I dolci tipici del Natale italiano  hanno il sapore dell'infanzia, di aromi legati alla terra d'origine e di una cultura che affonda le proprie radici nella notte dei tempi e nelle sagre paesane , tra questi uno dei più antichi è il torrone. Se dovessimo stabilire con esattezza le origini del Torrone ci troveremmo di fronte alla solita disputa di campanile tra i sostenitori delle origini beneventane e di quelle cremonesi. q

 La fazione cremonese sostiene  che il torrone nacque lì, nel 1441, durante il banchetto nuziale di Bianca Maria Visconti e di Francesco Sforza, quando venne preparato un dolce chiamato "Torrazzo" come l’alta torre campanaria del duomo della città, da cui avrebbe preso il nome. Questo torrazzo, più tardi torrone, prendeva spunto  dalla ricetta riportata tra il 1100 e il 1150, da Gherardo Cremonese nella sua traduzione  del “De medicinis e cibis semplicibus”, scritto dal medico di Cordova Abdul Mutarrif per il quale il torrone sarebbe ad ogni modo di derivazione araba, sarebbe quindi una variazione della famosa “cubbaita” o “giuggiolena”, dolce arabo fatto di miele e sesamo. Questo episodio viene rievocato ogni anno con una Festa del Torrone. Tuttavia la prima notizia certa riguardo al torrone a Cremona risale al 1543, anno in cui il comune di Cremona acquistò del torrone per farne dono ad alcune autorità, soprattutto di Milano.

Alice Waters

catturaRecentemente ho avuto modo di conoscere attraverso i media la statunitense Alice Waters, una Guru del cibo ottenuto in maniera rispettosa dell’ambiente, “sostenibile” si direbbe oggi. Quali sono i meriti di questa signora? E’ la paladina della rivisitazione del modo di mangiare degli americani ai quali non ha mai nascosto il suo disprezzo verso chi preferisce spendere per capi firmati per economizzare sul cibo. Guerra dunque alla nutrizione omologata, ai cibi pronti  e a tutto il fast food / junk food. E poi la riscoperta del desco come momento d’unione della famiglia e degli amici.

Radicchio alla carolina

Il radicchio è un ortaggio che noi a casa consumiamo spesso , normalmente alla piastra o in padella , con la pasta o il risotto. Spesso, quando ci sono le pere, con scaglie di parmigiano e noci si fa un ottima insalata. Oggi vi vogliamo proporre un contorno minimale, una semplicissima maniera di dare più charme a una semplice insalata di radicchio.

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Tombarello

20161004_083722aIn questo periodo c’è il passaggio nei nostri mari di branchi di pesci pelagici e non è raro per chi va per mare vedere le “mangianze”, pesci più grandi che mangiano i più piccoli in un grande ribollire delle acque: uno spettacolo veramente affascinante. Questo fa si che anche nelle pescherie fanno la loro comparsa specie tipiche di questo periodo, tra queste il tombarello. 

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Pesce Azzurro

Il pesce azzurro è sempre stato considerato il pesce dei poveri ma grazie alle sue proprietà' nutritive è stato ampiamente rivalutato.

pesce azzurro

Oggi tutti i nutrizionisti consigliano di inserire nelle diete il pesce in particolare quello azzurro ricco di proprietà derivanti dagli acidi  grassi che contiene. Questi acidi grassi aiutano nella prevenzione di infarti e di ictus, regolano i grassi nel sangue abbassano la pressione. Nella famiglia del pesce azzurro troviamo diverse specie di pesce che vanno dalle alici alle acciughe dalle sardine agli sgombri e al tonno.

Anisakis: impariamo a difenderci

 

Sushi, sashimi ma anche carpacci e marinati crescono nei gusti degli italiani. Ma quanto è sicuro mangiare pesce crudo o semi-cotto? Il rischio è legato ad alcune malattie parassitarie, tra cui la più diffusa in Italia è l'anisakiasi. Questa malattia è causata dalle forme larvali di nematodi ascaroidei del genere Anisakis (dal greco diverso e punta-arpione), attraverso il consumo di pesci crudi o poco cotti. In passato questa patologia era conosciuta quasi unicamente nei Paesi dell'Est Asiatico (soprattutto in Giappone), ma sta diventando un problema diffuso in molti paesi dell'Occidente.

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cibo di strada

firenzeStreet food, fast food, finger food…e nell'immaginario collettivo si pensa al venditore di hot dog che vende a Time Square i suoi fumanti salsicciotti.  A sentire queste espressioni sembrerebbe che tutto ciò che ha a che fare con una ristorazione veloce sia da legare ai modelli anglosassoni o americani. E invece anche in questo vantiamo le tradizioni più antiche, in realtà la strada e la piazza sono un elemento importante del vivere all'italiana che abbiamo ereditato dai nostri progenitori romani antichi.

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Pane

Pane

…buono come il pane, lo abbiamo sempre sentito dire e, magari, anche  intimamente sentito perché, cosa può dare quella stessa sensazione di naturalmente buono, con il suo odore unico, il suo colore dorato, la sua crosta più  o meno ruvida, croccante e quel gusto? Se ci pensiamo bene è la base dell’alimentazione sin da quando i nostri progenitori della preistoria macinavano alla meglio dei chicchi di un qualche cereale. Con questa semplice farina impastata con dell’acqua, si otteneva una focaccia da cuocere sulle pietre calde che formavano un rudimentale forno. Gli antichi romani facevano delle focacce  di farro, con questo cereale facevano anche zuppe e la “puls”una sorta di polenta.