Category Archives: Una gita…

Veneto; Treviso, il Prosecco

Asolo

Asolo

Quando andiamo alla scoperta di quel soggetto misterioso e affascinante che è il vino, si rimane sempre un pò stupiti da tutto ciò che sta "dietro" a un grande vino. Un esempio è certamente il prosecco, un vino spumante prodotto nel veneto, fino a una ventina d'anni orsono relativamente poco conosciuto ai più  e presente solo in pochi mercati. Successivamente però ha iniziato la sua inarrestabile ascesa che lo ha portato a superare lo Champagne per vendite. Con il suo corpo leggero, un corredo aromatico  che si presenta rinfrescante, fruttato e floreale, un residuo zuccherino appena accennato e un costo modico, in brevissimo tempo il prosecco ha convinto gli amanti dei vini spumanti di tutto il mondo.

Veneto, Treviso: Radicchio trevigiano

Terra, tempo e amore per il proprio prodotto, sono questi gli ingredienti fondamentali per ottenere il radicchio trevigiano.

Si presenta in due varianti: precoce o tardivo. Il Radicchio Rosso di Treviso Precoce, meno pregiato, ha foglia più larga e sapore più amaro. Il Radicchio Rosso di Treviso tardivo è invece assai più pregiato, in ragione della complessità del processo di produzione. Si presenta con foglie lunghe e affusolate, con una costa centrale bianca e foglie di un colore rosso-violaceo intenso.

Veneto:Treviso

Qualcuno la chiama "la piccola Venezia", Treviso è una cittadina deliziosa attraversata da diversi canali treviso3che prendono vita dalla divisione in rami (i "cagnani") del Botteniga. Il fiume fa ingresso nella città passando sotto il "Ponte de Pria" (Ponte di Pietra) in corrispondenza del quale vi sono delle chiuse, ideate e fatte costruire da Frà Giocondo,un frate che era anche ingegnere idraulico e esperto di fortificazioni. Altri due rami del Botteniga camminano lungo le mura cittadine per immettersi poi, come i "cagnani", nel fiume Sile che lambisce il lato meridionale del centro storico.

Emilia , Zibello: Culatello

dsc_0115Nell’universo vicino al sole, che noi si sappia, la terra è l’unico pianeta in cui si verificano tutte le condizioni perché si sia formata la vita. Mi rendo conto che il paragone è un po’ ardito, ma solo in quella zona dove scorre il Po, dove le nebbie sono di casa, quella zona chiamata la bassa padana solo là ci sono le condizioni perché si possa produrre il Culatello.

Campania,Napoli:Baba’, o meglio sua maestà il Baba’

Nel ricco panorama dei dolci un posto d'onore tocca allo strepitoso babà, per nome ha un semplice raddoppio di una sillaba che pronunciato nel musicale accento napoletano diventa poesia.

babaE' un dolce di stirpe regale, ad inventarlo infatti fu il re di Polonia Stanislao Leszczynski  (1677 – 1766). Detronizzato fu mandato in esilio in Francia e qui al povero re veniva propinato il gugelhupf, un dolce austriaco morbido ma piuttosto asciutto o rinsecchito, stufo forse di ciò ebbe la brillante trovata non si sa quanto fortuita di bagnarlo con rum e sciroppo zuccherino. La bagna ne è il lavacro rigeneratore, gli dà brillantezza, morbidezza e quella particolare fragranza moderatamente alcolica. Dopo alterne vicende che per brevità non raccontiamo arriva finalmente a Napoli, dove riceve la sua consacrazione e dove acquista tutto il suo splendoreIl babà  è un dolce che non conosce mediazioni contadine e non nasce entro le mura di un monastero: è cittadino e illuminista, ma è anche soprattutto – noblesse oblige -  Sua Maestà il Babà!


 

babà 1

Campania,Napoli; la torta Babà

Mia Nonna che viveva nella campagna Beneventana, quando c'era il compleanno di uno dei familiari come baba1tradizione faceva la torta Babà. Io ho continuato questa tradizione in famiglia e questo dolce è richiesto e molto gradito dai miei cari in tutte le grandi occasioni e non solo…..

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Sicilia, Pantelleria parte2

 

Le piante di Cappero, chiamata in botanica Capperis spinosa, si presentano come piccoli arbusti ramificati a portamento prostrato-ricadente. I capperi comunemente trovati sulle nostre tavole sono i boccioli della pianta, non i frutti, e si possono conservare sott'olio o sott'aceto ma il metodo più comune e comodo resta la conservazione sotto sale.

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Sicilia, Pantelleria

Tra i gusti e gli odori di Pantelleria

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Dopo un breve scalo presso l’aeroporto di Palermo mi imbarco nella seconda ed ultima tratta aerea con destinazione Pantelleria.

Mentre ci avviciniamo verso l’isola scorgo dal finestrino del velivolo i tratti di questa piccola creazione vulcanica. Il nero della pietra lavica in contrasto con le tonalità cangianti del mare, costruisce arditi giochi geometrici conferendo alla scura costa un aspetto frastagliato ed imprevedibile.

SICILIA,PALERMO: ARANCINI AL BURRO/RAGU’

 

 

Se andiamo a Palermo la chiamano "Arancina", se andiamo a Catania viene chiamata arancino, stiamo parlando dello stesso prodotto, a meno di piccole differenze, che è stato riconosciuto come specialità siciliana e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT)  del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Chi non la conosceva l'aveva vista in TV tra le prelibatezze di Adelina di cui il Commissario Montalbano non riusciva proprio a farne a meno e in effetti sono uno street food veramente golosissimo.

L'arancina palermitana è tonda come un arancia mentre nel catanese risulta un pò più conica quasi a ricordare l'Etna. Per sanare la controversia sul nome tra Palermo e Catania è stata scomodata nientemeno che l'Accademia della crusca la quale ha espresso un proprio parere meramente linguistico stabilendo che se si parla di arancia, frutto dorato e tondo, il nome non può che essere femminile…contesa conclusa? Assolutamente no, però nel dubbio noi continuiamo a mangiare questo delizioso timballo di riso pensando alla bellissima isola da cui proviene.

 

 

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Baccalà in guazzetto

Tra le piacevoli sorprese che la cucina semplice e tradizionale di Velletri mi ha fatto scoprire un posto d'onore lo riservo al Baccalà in guazzetto. IMG_20211129_203543Il baccalà in guazzetto alla velletrana deriva certamente dalla tradizione culinaria  romana ed è un secondo piatto semplice e ricco di gusto, ideale da portare in tavola durante l’inverno sposandolo alla polenta. Una gustosissima variante del classico baccalà in umido cucinata con una ricca e abbondante salsa di pomodoro con cipolla, uvetta e pinoli, con cui fare la scarpetta a fine pasto. Peraltro se ne avanza una quantità sufficiente a condirci la pasta vi posso assicurare che è una vera chicca.