Gelato : una storia tutta in italiano

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gelaEstate, caldo e voglia di trovare refrigerio in qualcosa di fresco, cosa meglio di un gelato? In questo settore c'è stato negli ultimi anni un rifiorire di gelaterie artigianali che propongono ingredienti di prima qualità e non prodotti industriali o i soliti semilavorati……. 

Ma cos'è il gelato? Diciamo che è una preparazione alimentare ottenuta con una miscela di ingredienti portata ad uno stato pastoso attraverso il congelamento e la contemporanea agitazione per fargli incorporare quanta più possibile aria.

Certamente in origine, il gelato non era  quello che noi oggi conosciamo, infatti con ottime possibilità la neve e la possibilità di preservare i cibi col freddo hanno posto le basi per il gelato alla frutta. Dal punto di vista storico c'è qualche riferimento nella Bibbia in cui si narra di quando Isacco offri un "mangia e bevi" ad Abramo a base di latte di capra e neve. Anche i romani potevano dire la loro con i "nivae potiones" anche qua dei dessert freddi.

C'è chi attribuisce la nascita del gelato in Cina e il solito Marco Polo che lo avrebbe trasportato a Venezia, ma oltre a non avere quest'ultima una antica tradizione gelataia, il prodotto sarebbe stato preparato con riso molto cotto, spezie e latte ovvero un "pappone" dolciastro molto freddo non proprio assimilabile al nostro gelato, la cui caratteristica morbidezza è ottenuta grazie l'aria inglobata nella lavorazione. E'solo nel cinquecento che Bernardo Buontalenti, architetto fiorentino, sviluppò  un delizioso dessert semifreddo a base di crema di latte, panna e uova che era molto simile al gelato attuale; Caterina de’ Medici sposando nel 1533 Filippo d'Orleans, il futuro re Enrico II di Francia, lo diffuse in Francia . Più tardi, durante il regno di Luigi XIV, il Re Sole, il siciliano Francesco Procopio dei Coltelli apri il primo caffe-gelateria del mondo: il caffè Procope dove venivano servito un vasto assortimento di gelati di frutta: "gelato al succo di limone", "gelato al succo d'arancio", "sorbetto di fragola","acque gelate" (granite),"fiori d'anice", "fiori di cannella", "frangipane", in una "patente reale" (una concessione) con cuiil Re Sole aveva dato a Procopio l'esclusiva di quei dolci. La fama di "più celebre Caffè letterario d'Europa" deriva dal fatto che i suoi clienti non erano soltanto gli attori, le attrici e gli altri componenti della Comédie Française, ma anche e soprattutto intellettuali, filosofi, letterati: Victor Hugo, Diderot, D'Alembert, George Sand, Balzac, ma anche il Dottor Guillotin e un certo tenente Napoleone…Peraltro Procopio aveva portato a Parigi due altre grandi novità: l'uso dello zucchero al posto del miele e il sale che mischiato con il sale ne allungava la durata. Pertanto non veniva celebrato solo per il gelato ma anche per la sua vena di inventore.

                                              

Il "Café Procope" esiste ancora, anche se non ha più quella prerogativa esclusiva attività che lo rese famoso in tutta Europa. E' dalla Sicilia e più propriamente da Catania la diffusione su scala "industriale" del gelato nel mondo di cui testimonia lo scozzese Patrick Brydone nei suoi scritti:Aetna furnishes snow and ice, not only to the whole island of Sicily, but likewise to Malta and a great part of Italy, and makes a very considerable branch of commerce (l'Etna fornisce neve e ghiaccio non solo a tutta la Sicilia, ma anche a Malta e a gran parte dell'Italia, generando così un considerevole commercio). 

Ma eccoci alla fine del XVIII secolo quando l’italiano Filippo Lenzi aprì la prima gelateria in terra americana dando inizio alla storia moderna del gelato. Venne inventata la sorbettiera a manovella ad opera dell'americano William Le Young e il gelato si diffuse anche in Inghilterra e in America grazie agli emigranti italiani che lo vendevano per strada, i famosi “hokey-pokey”, traslitterazione dell’italiano “Ecco un poco”.

Risale circa al 1884 una delle maggiormente note rivendite commerciali di gelato italiane, realizzato tramite raffreddamento di gelato, zucchero e grossi mastelli di "salamoia", che cominciò la propria attività a Torino. Era l'inizio della gelateria Pepino  che ancora oggi produce gelati nel capoluogo piemontese. Tale rivendita fu certamente la prima nel nord Italia a portare il gelato a un livello popolare e l'unica a potersi fregiare dei Brevetti di Fornitore di Casa Reale. Nel frattempo crescono le varie scuole di gelatai che si sono distinte nel tempo nella fabbricazione ed esportazione all'estero della cultura italiana del gelato; merita citazione  quella della Val di Zoldo del Cadore , che ha saputo farsi conoscere e apprezzare in tutto il mondo. In particolare il gelataio cadorino Italo Marchioni nel 1903 inventa  un contenitore fatto di cialda con la parte aperta verso l'alto da riempire con il gelato ovvero l'attuale cono gelato, dando un forte impulso alla popolarità e alla diffusione del gelato italiano. Nel 1939, a Torino è stato inventato e brevettato dalla "Gelati Pepino" il Pinguino, primo gelato su stecco ricoperto di cioccolato amaro, del quale Mussolini era così goloso da farselo spedire a Roma.gel

Nasce in Italia nel 1948 il primo gelato industriale su stecco: il Mottarello al fiordilatte . Subito dopo, negli anni 50, arriva il mitico Cornetto, il primo cono con cialda industriale. Gli anni 70 e la diffusione dei frezeer domestici vedono l'arrivo invece del primo secchiello formato famiglia: il Barattolino. Fino ad arrivare al mitico primo biscotto famoso diventato un gelato di successo, il bicolore Ringo che riprese l'invenzione  del gelataio napoletano Alessandro Tortoni che primo lo propose in un Cafè storico della Parigi di fine settecento, il Cafè Napolitaine....


 

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