Category Archives: itinerari

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Lazio, Ciociaria, Arpino: la Pigna

 Cicerone, chi non conosce Cicerone ? Marco Tullio Cicerone (Arpino 106 a.C. – Formia 43 a.C.), grande oratore, uomo politico e scrittore latino lo abbiamo sentito nominare tutti , invece, un pò meno nota è la cittadina che gli diede i natali: Arpino.

Arpino è semplicemente deliziosa, è adagiata su dolcissime colline che si ergono sulla vallata offrendo  il suo profilo inconfondibile al visitatore che vi giunge attraversando una campagna disseminata di uliveti secolari.

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Trentino Alto Adige: cucina altoatesina

CostinFra i tanti gioielli italiani ne abbiamo uno particolarmente bello, tanto che l'UNESCO lo ha dichiarato patrimonio dell'umanità: le Dolomiti. Sono comprese tra Friuli, Veneto e Trentino -Alto AdigeLa cultura culinaria alpina e la cucina tipica dell'Alto Adige si affiancano con le loro caratteristiche peculiari alla  cucina tipica italiana. La naturale compresenza in Alto Adige di canederli e spaghetti offre piaceri inattesi e inconfondibili.  Il Tirolo, il cuore delle Alpi, è caratterizzato da un clima mutevole e da condizioni atmosferiche e paesaggistiche molto variegate. Questa varietà si riscopre anche nei prodotti regionali, nelle specialità e nelle ricette.

Marche:coniglio in porchetta

20170311_135525 (2)Nelle occasioni di festa del passato, quando si voleva mangiare un pò di carne, la scelta era obbligata: pollo o coniglio. Questo spiega il fiorire di gustose ricette che vedono come base questi animalucci. Il coniglio in porchetta, con moltissime varianti, è presente nelle tavole marchigiane, ma anche in Emilia Romagna. In particolare a Vaccarile (Ancona) e Frontone (Pesaro -Urbino) si tengono delle sagre dedicate proprio a questa specialità tradizionale. 

Il condimento della “porchetta” ha le sue origini nell’antica Roma, ed è una delle ricette più antiche tramandate dalla tradizione e ancora in voga per accompagnare dalla carne ai molluschi. Nelle ricette dell'Italia centrale si "porchetta" un pò di tutto; in fondo si tratta di condire con aglio, rosmarino,pepe nero e finocchietto ed ecco che si da alla pietanza una carica di aromi profumati e che sa di antico e delizioso.

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Campania,Montefusco:Pastiera di tagliolini

Nel periodo di carnevale, ma non solo, mia nonna usava fare un dolce che era un pò un parente povero della pastiera pasquale: la pastiera di tagliolini. E' un dolce tutto sommato semplice, facile a farsi e che in frigo si conserva per più giorni.

Quando ero bambina aspettavo con l'acquolina alla bocca questo dessert che tradizionalmente andrebbe mangiato freddo ma non ce la facevo proprio ad aspettare e quindi, non appena mia nonna lo tirava fuori dal forno a legna del casolare dove abitavano, procedevo subito a un assaggino scottandomi il palato tutte le volte……la golosità!

Veneto; Treviso, il Prosecco

Asolo

Asolo

Quando andiamo alla scoperta di quel soggetto misterioso e affascinante che è il vino, si rimane sempre un pò stupiti da tutto ciò che sta "dietro" a un grande vino. Un esempio è certamente il prosecco, un vino spumante prodotto nel veneto, fino a una ventina d'anni orsono relativamente poco conosciuto ai più  e presente solo in pochi mercati. Successivamente però ha iniziato la sua inarrestabile ascesa che lo ha portato a superare lo Champagne per vendite. Con il suo corpo leggero, un corredo aromatico  che si presenta rinfrescante, fruttato e floreale, un residuo zuccherino appena accennato e un costo modico, in brevissimo tempo il prosecco ha convinto gli amanti dei vini spumanti di tutto il mondo.

Veneto, Treviso: Radicchio trevigiano

Terra, tempo e amore per il proprio prodotto, sono questi gli ingredienti fondamentali per ottenere il radicchio trevigiano.

Si presenta in due varianti: precoce o tardivo. Il Radicchio Rosso di Treviso Precoce, meno pregiato, ha foglia più larga e sapore più amaro. Il Radicchio Rosso di Treviso tardivo è invece assai più pregiato, in ragione della complessità del processo di produzione. Si presenta con foglie lunghe e affusolate, con una costa centrale bianca e foglie di un colore rosso-violaceo intenso.

Veneto:Treviso

Qualcuno la chiama "la piccola Venezia", Treviso è una cittadina deliziosa attraversata da diversi canali treviso3che prendono vita dalla divisione in rami (i "cagnani") del Botteniga. Il fiume fa ingresso nella città passando sotto il "Ponte de Pria" (Ponte di Pietra) in corrispondenza del quale vi sono delle chiuse, ideate e fatte costruire da Frà Giocondo,un frate che era anche ingegnere idraulico e esperto di fortificazioni. Altri due rami del Botteniga camminano lungo le mura cittadine per immettersi poi, come i "cagnani", nel fiume Sile che lambisce il lato meridionale del centro storico.

Campania,Napoli:Baba’, o meglio sua maestà il Baba’

Nel ricco panorama dei dolci un posto d'onore tocca allo strepitoso babà, per nome ha un semplice raddoppio di una sillaba che pronunciato nel musicale accento napoletano diventa poesia.

babaE' un dolce di stirpe regale, ad inventarlo infatti fu il re di Polonia Stanislao Leszczynski  (1677 – 1766). Detronizzato fu mandato in esilio in Francia e qui al povero re veniva propinato il gugelhupf, un dolce austriaco morbido ma piuttosto asciutto o rinsecchito, stufo forse di ciò ebbe la brillante trovata non si sa quanto fortuita di bagnarlo con rum e sciroppo zuccherino. La bagna ne è il lavacro rigeneratore, gli dà brillantezza, morbidezza e quella particolare fragranza moderatamente alcolica. Dopo alterne vicende che per brevità non raccontiamo arriva finalmente a Napoli, dove riceve la sua consacrazione e dove acquista tutto il suo splendoreIl babà  è un dolce che non conosce mediazioni contadine e non nasce entro le mura di un monastero: è cittadino e illuminista, ma è anche soprattutto – noblesse oblige -  Sua Maestà il Babà!


 

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Campania,Napoli; la torta Babà

Mia Nonna che viveva nella campagna Beneventana, quando c'era il compleanno di uno dei familiari come baba1tradizione faceva la torta Babà. Io ho continuato questa tradizione in famiglia e questo dolce è richiesto e molto gradito dai miei cari in tutte le grandi occasioni e non solo…..

Jpeg

Sicilia, Pantelleria parte2

 

Le piante di Cappero, chiamata in botanica Capperis spinosa, si presentano come piccoli arbusti ramificati a portamento prostrato-ricadente. I capperi comunemente trovati sulle nostre tavole sono i boccioli della pianta, non i frutti, e si possono conservare sott'olio o sott'aceto ma il metodo più comune e comodo resta la conservazione sotto sale.