Category Archives: mangiamo secondo natura

giugno

Giugno

giugnoDice il proverbio contadino «Giugno la falce in pugno», per la natura segna un periodo di grande prosperità: dalla mietitura del grano ai molti prodotti dell’orto e alle molte varietà di frutta che raggiungono il giusto grado di maturazione.

Camelia

aprile

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Aprile

Primavera in mezzo agli orti. Dietro le nubi cambia paese
Il desiderio, esse vanno e io sto, l'aria
Promette ora pioggia ora incredibile tersezza,
lo sto qui seduto lungo una fila di violacciocche.
Da spalancate finestre acciottolii nelle cucine,
Voci calme di donne di varie età,
Immortali musiche cercate sui tasti
Da principianti nelle luminose facciate qui attorno,
Camelia
L'aria è ferma qui, il vento è fra le nuvole,
Aprile dolce dormire. Tutto
È lontano e vicino, anche la fresca
Poesia, mentre la rimpiangevo è qui nata
All'odore di terra immollata. L'anima
Apprende un desiderio che si contenta di se stesso,
Tanto male e tanto buio sono un ricordo tra altri, 
Tutte le voglie viaggiano irreali eppur possibili,
Aprile dolce dormire. Questo bambù
S'è seccato l'inverno scorso, goccia una cannella,
Le finestre al sole si rifanno dell'invernata.
Aprile tutt'i sogni son lontani e vicini.

Riccardo Bacchelli

Agricoltura, gestione del suolo e prevenzione del dissesto idrogeologico

Nella cronaca di questi giorni il nostro martoriato paese si trova a fronteggiare episodi di maltempo che interessano tutta la penisola da nord a sud con manifestazioni di violenza inaudita. In un giorno si riversano le piogge che normalmente sarebbero registrate in settimane, grandinate con chicchi di dimensioni straordinarie, venti da tifone equatoriale e il territorio viene colpito da forze che non è in grado di fronteggiare. Purtroppo le conseguenze sono sotto gli occhi e nel cuore di tutti noi in primis per le vite perdute in questi OLYMPUS DIGITAL CAMERAeventi e poi per lo scempio al territorio e i danni prodotti. Naturalmente la cementificazione selvaggia è al primo posto tra le cause dei disastri ambientali, e dunque il come s'è costruito, il dove e quanto sfogo naturale sia stato tolto alle acque meteoriche sono evidenti testimonianze di un utilizzo dissennato del territorio.  Non credo sia una novità per nessuno il ruolo che  l'agricoltura e la silvicoltura svolgono in termini di capacità di mitigare quei disastri naturali come inondazioni o incendi la dove vengono portate avanti le buone pratiche che da sempre costituiscono un presidio del territorio. Cercherò di spiegarmi meglio: il contadino ha l'interesse a preservare il territorio e pone in atto quelle misure che in sinergia garantiscono la protezione per esempio attraverso gli antichi reticoli idrici di canali, fossati e argini che nelle aree agricole marginali erano utilissime nella prevenzione di frane ed esondazioni.

Casa-Vallona-panorama

Italiano e genuino:perchè?

arnaldo1in questi giorni in cui vediamo sui media servizi sui trattori che sfilano sotto gli edifici della comunità europea e delle istituzioni nazionali vi ripropongo questo articolo scritto otto anni orsono.

 Quando ho pensato di fare questo blog mi sono proposto di dare al lettore un momento di letizia parlando di questi grandi denominatori comuni quali il territorio, la cucina tradizionale, il vino e quei prodotti delle nostre terre che da sempre sono i simboli del nostro modo di essere.

il mandarino e il Natale ( anche la Befana)

Ognuno di noi ha i suoi "amarcord" dei Natali passati e io ne ho dei ricordi dolcissimi. I negozi erano addobbati con  qualche ramo di alloro o di pungitopo o, per i più evoluti, qualche sfavillante ghirlanda di carta dorata. I negozianti ponevano in bella mostra le bottiglie di spumante e i torroni. Poi c'erano gli zampognari, che venivano dall' Abruzzo e dalla Ciociaria con i loro strani vestiti con qualche santino appuntato e con i loro strumenti ci proponevano brani dolcissimi quanto malinconici. Tutto era un pò più contenuto, modesto, meno appariscente ma cosi intimamente dolce. Mi ricordo Romana, la portiera dello stabile, che però, per me, era una specie di zia da cui mia madre mi lasciava quando non mi poteva portare con se.  E lei, per placare il mio indomito appetito, mi dava dei pezzi di pane intinti nel sugo che stava sempre a "pippiare" nella pignatta mentre mi raccontava storie di quando era bimba e viveva in Umbria. La zia Romana quando era Natale mi faceva sempre lo stesso dolcissimo regalo: un cartoccio con un paio di calzini dentro i quali c'era un pacchetto di caramelle. Ma d'altra parte questi erano in gran parte i regali all'epoca: la classica sciarpetta, il berrettino , una presina ricamata per le pentole. E poi c'erano i mandarini che avevano moltissime funzioni di cui mangiarli era sicuramente la più scontata: con la buccia si facevano battaglie per schizzare il succo negli occhi, poi si mettevano sul termosifone perchè aromatizzavano l'aria. Differentemente le bucce andavano a finire in mezzo al tabacco della pipa del Babbo per donargli aroma. E poi da bambini, resti tra noi, se Mamma si distraeva, sputare i semi tipo mitragliatrice era troppo divertente…

marmellata

In estate c’è una tale varietà di frutta, che sarebbe veramente un delitto non usarla per preparare delle ottime marmellate fatte in casa.  Trasformiamo la frutta estiva in gustose marmellate e avremo modo di conservarla e gustarla anche nei mesi invernali e tutto questo si può fare anche ora, all'inizio dell'autunno.

settembre

Settembre

 

Settembre

settembre

Settembre è il nono mese dell’anno secondo il calendario gregoriano ma era il settimo mese del calendario romano, infatti il nome deriva dal latino september, a sua volta da septem, “sette”, perché l'anno dei romani  iniziava con il mese di marzo.

agosto anguria

Agosto

agosto anguriaDa sempre nelle raffigurazioni si rappresenta il mese di Agosto come il periodo in cui si preparano le messi di grano per l'inverno.

maggio

Maggio

maggioMaggio, il mese della Madonna per i cristiani, è il secondo mese della stagione primaverile che entra in questo periodo nella sua fase di massima espressione: le giornate si allungano e il clima è decisamente più mite.

Presso gli antichi questo periodo veniva dedicato a divinità legate alla luce , metafora del risveglio di madre natura , la dea Maia degli antichi romani , da cui il termine Maius da cui deriva il nome di questo mese. I fiori, bellissimo simbolo della natura che si lascia alle spalle il freddo letargo invernale, sono i protagonisti di quelle feste ancestrali come il calendimaggio, erede della Floralia dei nostri progenitori  romani e assai diffuso in forme differenti su tutta  la penisola. E forse non è un caso che la seconda domenica di Maggio si festeggi anche la festa della mamma…

corteo-calendimaggio_jpg1   A Maggio si festeggiano anche  i compleanni di mia moglie e mia figlia, il 20 è l'anniversario del giorno in cui Levi Strauss e Jacob Davis brevettano i blue jeans  ma tutto questo poco ha a che fare con l'agroalimentare….

Tra i banchi del mercato fanno la comparsa degli alimenti succosi, freschi e ricchi d’acqua che ci aiutano a espellere le tossine che abbiamo accumulate durante l'inverno.

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L’antica storia del miele(seconda parte)

Dolci arabi… tipicamente nordici        
Una tradizione di pasticceria si mantiene per tutto il Medio Evo. Sono di derivazione araba dolci a base di frutta secca come il torrone e il panforte, ma anche quelli a base di farina e spezie, diffusi soprattutto nel  Nord Europa, le cui ricette vennero importate verso il 1100 dai Crociati di ritorno dalla prima Crociata: il tedesco Lebkuchen, il francese Pain d’épices, l’inglese Gingerbread, gli svizzeri Basler Leckerli, il Panpepato.
 
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Dal punto di vista nutrizionale, vi è un riconoscimento dell’apporto calorico del miele che lo vede perciò valorizzato soprattutto nelle aree centro-settentrionali dell’Europa, più esposte a lunghi inverni e con una minore disponibilità di alternative zuccherine. Cibo calorico e di facile digeribilità, è base dell’alimentazione di malati, bambini (di famiglia ricca), eremiti, militari (come razione di sussistenza) e per i periodi di parziale digiuno dei monaci.
Continua dall’epoca romana la tradizione di vini mielati e dell’idromele, che nei paesi nordici diventa ora parte dei consumi quotidiani di larghe fasce della popolazione.
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Quando si mise ordine tra i sapori