Pecorino

C'era  una volta …..il Pecorino e non vi vogliamo parlare del conosciutissimo formaggio ma di un vino che solo la caparbietà di alcuni personaggi innamorati del vino e delle loro terre ha salvato More »

Murge-Altamura

Continuando la gita nelle Murge tra campi di grano e gravine, ci siamo lasciati alle spalle la splendida Matera  per la medioevale Altamura dove ci attendevano le giornate Federiciane. Nello stemma di Altamura si riporta More »

Lucania,Matera:pane di Matera

Pane di Matera il Pane di Matera IGP ha un gusto assai particolare che difficilmente si dimentica. Sia la forma  che il gusto  di questo prodotto tradizionale lucano sono l’eredità  di  una  cultura antichissima e More »

Salse base(seconda parte)

Salsa di pomodoro Potremmo mai pensare alla cucina italiana senza pomodoro? Che ne sarebbe della pizza o della pasta? E di Gianburrasca che cantava: viva la pappa col pomodoro? Certo Cristoforo Colombo mai More »

Salse base( prima Parte)

Probabimente la salsa nasce come concetto agli albori dell'umanità, quando l'uomo preistorico portò per caso alle labbra un dito intinto in quella cosa un pò liquida e un pò cremosa che colava da un More »

Puglia, Salento, Susumaniello

Il vitigno Susumaniello è tipico della Puglia e viene coltivato solo in questa regione  portando con se il sole della sua terra, in un acino scuro, violaceo, dalla pelle spessa ma dalla polpa succosa. Il More »

 
Sorbi_-_La_festa_della_vendemmia

Pecorino

C'era  una volta …..il Pecorino e non vi vogliamo parlare del conosciutissimo formaggio ma di un vino che solo la caparbietà di alcuni personaggi innamorati del vino e delle loro terre ha salvato dall'estinzione e portato a essere considerato uno dei grandi vini bianchi italiani. Plinio il vecchio parla dei vini del Piceno come di prodotto di eccellenza che veniva portato e apprezzato sino nelle lontane Gallie.Sorbi_-_La_festa_della_vendemmia Non sappiamo a quale vino marchigiano si riferisse ne certamente la tipologia di coltivazione e di vinificazione. Saltando alcuni secoli, le fonti successive ci riportano all'ottocento quando prevaleva nelle Marche l'arativo vitato, dei terreni lavorati favorendo le colture orticole con piccole vigne, vale a dire degli appezzamenti tipicamente con degli olmi che li delimitavano e le viti che correvano tra essi. Questa particolare architettura degli appezzamenti era tipica dell'agricoltura di sussistenza che si praticava e in cui gli olmi avevano il compito di ospitare la fauna selvatica, essere usati per far ceste e con le loro foglie contribuire ai pasti dei bovini. A questa regola generale facevano eccezione solo delle vigne specializzate nella zona di Arquata del Tronto, un  piccolo borgo montano posto alle pendici del Monte Vettore che conservava questo vitigno miracolosamente sopravvissuto alla filossera, quella specie di "peste delle vigne" che veniva dal nord america e  distrusse gran parte dei vigneti europei ma non "lu Pecuri' " come viene chiamato in dialetto, che quindi ha mantenuto intatta la sua identità nei secoli.

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Murge-Altamura

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Continuando la gita nelle Murge tra campi di grano e gravine, ci siamo lasciati alle spalle la splendida Matera  per la medioevale Altamura dove ci attendevano le giornate Federiciane. Nello stemma di Altamura si riporta il motto : Federicus me reparavit significando la riconoscenza della città a chi la ricostrui’ dalla devastazione . E, allora, grande festa

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Lucania,Matera:pane di Matera

Pane di Matera

il Pane di Matera IGP ha un gusto assai particolare che difficilmente si dimentica. Sia la forma  che il gusto  di questo prodotto tradizionale lucano sono l’eredità  di  una  cultura antichissima e di una tradizione mantenuta viva e produttiva da giovani imprenditori del settore che hanno costituito un consorzio di tutela di questo prodotto.DSC_0114 Il processo di produzione, portato avanti secondo le antiche consuetudini, prevede l’uso di lievito madre e di semole che contengono grano duro locale delle vecchie varietà quali la Senatore Cappelli, il Duro Lucano, l’Appulo o il Capeiti. pane materaViene solitamente cotto in forni a legna in pagnotte di1-2 kg anche se anticamente si facevano pezzature anche di 5-6kg. Nella pezzatura da 1kg si mantiene una settimana, tempo che cresce con l’aumentare del peso.

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Murge Matera

Ci sono poche zone di questa nostra bellissima Italia in cui la primavera ci presenta gli “effetti speciali” come nelle Murge. Quando vado da quelle parti preferisco sempre uscire dall’autostrada a Candela per infilarmi in quel susseguirsi di campi di grano e piante selvatiche che costeggiano le strade interne, tra vaste distese e masserie abbandonate. Trovo meraviglioso vedere le onde che il grano nuovo fa sotto l’azione del vento,  quel movimento quasi sinuoso delle giovani piantine dal verde primaverile .murge1

Non si può non rimanere affascinati da Matera : la sua posizione prima di tutto, poi quel coesistere della città rupestre con testimonianze bizantine e normanne,  non è certo un caso che l’UNESCO abbia dichiarato i sassi di Matera patrimonio dell’umanità.   Ma forse più che da questi aspetti , personalmente, sono attratto da quella umanità che tra i sassi viveva la propria miseranda vita di stenti e tanti bambini da sfamare.

Umidiera

Salse base(seconda parte)

Salsa di pomodoro

Potremmo mai pensare alla cucina italiana senza pomodoro? Che ne sarebbe della pizza o della pasta? E di Gianburrasca che cantava: viva la pappa col pomodoro? Certo Cristoforo Colombo mai avrebbe pensato alla rivoluzione che avrebbe  portato negli usi alimentari del vecchio continente e italiani in particolare.

Le prime ricette in cui si trovano i pomodori sono nel "cuoco galante" di Vincenzo Corrado del 1778  per passare l'anno dopo a Antonio Nebbia che li cita finalmente come compagni della pastasciutta. Il duca Ippolito duca di Buonvicino, appartenente dall'antica famiglia nobile che discendeva direttamente da Guido Cavalcanti, amico di Dante e poeta del dolce stilnovo, pubblicò nel 1837 il libro  “Cucina teorico pratica" in cui dava una ragguardevole rappresentazione  della cucina napoletana dell’Ottocento. Il Duca suddivise la sua opera in due parti, di cui la prima era  redatta in lingua italiana, per nobili e ricchi borghesi, mentre la seconda fu scritta in dialetto napoletano, per la plebe e la bassa borghesia che usavano il dialetto quale linguaggio quotidiano, e in questa parte presenta la ricetta dei vermicelli al pomodoro:3

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Salse base( prima Parte)

Probabimente la salsa nasce come concetto agli albori dell'umanità, quando l'uomo preistorico portò per caso alle labbra un dito intinto in quella cosa un pò liquida e un pò cremosa che colava da un animale cotto sul fuoco e, trovando l'esperienza piacevolmente gustosa, s'ingegnò a raccoglierla per dare un sapore piacevole a cibi che non ne erano dotati. Da questo nasce una ricerca di salse che con i più svariati ingredienti avevano comunque lo scopo di conferire sapore, e cosi nasce la Salsus latina, parola derivante dal greco e che indicava il sale, condimento base di tutti i cibi.

Dunque le salse insaporiscono, esaltano o semplicemente arricchiscono il gusto della preparazione. Pensate che nella composizione della "Brigade de cuisine" Auguste Escoffier, grandissimo cuoco e primo codificatore ufficiale della cucina francese, dava un posto d'onore allo chef sauciere (salsiere) nell'organizzazione della cucina ideale.

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Puglia, Salento, Susumaniello

Il vitigno Susumaniello è tipico della Puglia e viene coltivato solo in questa regione  portando con se il sole della sua terra, in un acino scuro, violaceo, dalla pelle spessa ma dalla polpa succosa. Il suo nome è evocativo ,e non a caso, del somarello indicando l’elevata produttività della pianta carica di grappoli “come un somaro” proprio a indicare l'elevata produttività del vitigno ma qualcuno pensa che sia a ricordo di quei poveri ciucci che stracarichi lo portavano dalle vigne alle cantine.s

 Il limite di una vigna di Sussumaniello è che riesce a tirare fuori tutta la sua carica solo dopo una decina d'anni dal suo impianto per dare meno uva in quantità ma uve tanto cariche di quegli elementi che servono a produrre un vino importante, strutturato e aromaticamente ricco. E qui torna il somarello perchè anche il viticultore deve essere testardo come un ciuccio per voler portare avanti una vigna che da i suoi risultati cosi tardi. E infatti va fatto merito a quei caparbi produttori che hanno creduto a costruire un vino da un vitigno che , storicamente, è stato sempre associato al cosiddetto “taglio” in uvaggio ad altre uve, per la sua capacità di rendere interessanti altri vini, una iniezione di forza per vini esili e con meno colore e carattere.

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Ciambellone con ricotta, uvetta e salsa di fragole

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Quando vado al mercato e vedo quelle belle fragole succose , con quella bella tonalità di rosso, me le mangio con lo sguardo ma è , ovviamente, solo un anticipazione di quanto avverrà a tavola. Infatti questo gustosissimo frutto può dare luogo a molte facili ma deliziose interpretazioni. 

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VERONA: la salsa Pearà

La salsa Pearà

L'amico Giordano da Verona ci offre la ricetta di una salsa che, nelle grandi occasioni, accompagna il bollito per comporre il piatto più tipico: il bollito in Pearà.

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Cannonau di Sardegna

la Sardegna è una regione splendida, la seconda isola del Mediterraneo, una bella porzione di terra  attorniata da uno dei mari più belli che si possano solo immaginare, chilometri e chilometri  di coste per tutti i gusti, colline e montagne, boschi e pianure e una enogastronomia che offre di tutto. Ogni angolo della Sardegna ha dietro di sé parti importanti di storia, partendo dalla preistoria e dai Nuraghi, passando per i Fenici, i Genovesi, gli Aragonesi  sino ai giorni nostri

Quando il globo terracqueo era sede di grandi sconvolgimenti la Sardegna e la Corsica erano parte di un unica catena montuosa più antica delle alpi e degli appennini.1