Category Archives: parliamo di vino

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Pagadebit

Se c'è una cosa che mi intriga dello scrivere su questo blog è quello di raccontare aspetti spesso sconosciuti e stuzzicanti dell'immensa cultura agroalimentare italiana e questo è certamente il caso del Pagadebit, unre vino romagnolo che già dal nome denota la sua personalità. Ma cominciamo dalle origini del vitigno che non sono romagnole ma pugliesi, infatti il Bombino bianco arriva in Romagna ai tempi dei bizantini insieme agli abili scalpellini di Trani chiamati a lavorare i marmi. Veniamo al nome: era usanza che i contadini stipulassero contratti sulla parola, i cosidetti Pagadett, per cui la vendita del vino andava a ripianare i debiti da cui Pagadebit

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2018, Anno nazionale del Cibo Italiano

L'Italia è veramente uno strano paese: nasciamo in una nazione in cui è concentrata la più alta quantità di storia e arte e spesso non ne conosciamo che una minima parte; abbiamo la maggiore varietà enogastronomica del mondo e i nostri giovani si ubriacano di birra e cercano il Junk food che ti fa diventare obeso oltre che ottuso nel gusto. Ma in alternativa a questa disgraziata tendenza sempre maggiore è il numero di coloro che realizzano che il cibo è cultura e, diciamocelo francamente, anche un grande business che nel nostro nichilismo congenito stavamo lasciandoci scippare da imprenditori d'assalto con i loro prodotti "Italian sounding".

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Pecorino

C'era  una volta …..il Pecorino e non vi vogliamo parlare del conosciutissimo formaggio ma di un vino che solo la caparbietà di alcuni personaggi innamorati del vino e delle loro terre ha salvato dall'estinzione e portato a essere considerato uno dei grandi vini bianchi italiani. Plinio il vecchio parla dei vini del Piceno come di prodotto di eccellenza che veniva portato e apprezzato sino nelle lontane Gallie.Sorbi_-_La_festa_della_vendemmia Non sappiamo a quale vino marchigiano si riferisse ne certamente la tipologia di coltivazione e di vinificazione. Saltando alcuni secoli, le fonti successive ci riportano all'ottocento quando prevaleva nelle Marche l'arativo vitato, dei terreni lavorati favorendo le colture orticole con piccole vigne, vale a dire degli appezzamenti tipicamente con degli olmi che li delimitavano e le viti che correvano tra essi. Questa particolare architettura degli appezzamenti era tipica dell'agricoltura di sussistenza che si praticava e in cui gli olmi avevano il compito di ospitare la fauna selvatica, essere usati per far ceste e con le loro foglie contribuire ai pasti dei bovini. A questa regola generale facevano eccezione solo delle vigne specializzate nella zona di Arquata del Tronto, un  piccolo borgo montano posto alle pendici del Monte Vettore che conservava questo vitigno miracolosamente sopravvissuto alla filossera, quella specie di "peste delle vigne" che veniva dal nord america e  distrusse gran parte dei vigneti europei ma non "lu Pecuri' " come viene chiamato in dialetto, che quindi ha mantenuto intatta la sua identità nei secoli.

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sulle strade del Cesanese

Una tradizione antica, con secoli di storia, da sempre gli stessi gesti sapienti e consapevoli, un ambiente naturale rimasto immutato per secoli. Tutto ciò è racchiuso nel "Cesanese di Affile", un vino prezioso, che la tradizione popolare fa risalire ai tempi della Roma Antica, quando i coloni romani, sedotti dall'ottimo clima, si dedicarono ad un'intensa opera di disboscamento per fare spazio a splendidi vigneti, (cesae: luoghi dagli alberi tagliati, da cui il nome del vitigno). Infatti Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia parla, per la prima volta della produzione di vino da uve rosse dal piccolo acino, nelle alte colline a sud di Roma, nelle “Cesae”, radure dove erano stati tagliati gli alberi, per la coltivazione di splendidi vigneti.

 Il vitigno Cesanese ha due tipologie, il Cesanese d’Affile e il Cesanese comune, entrambe  coltivate estensamente nel Lazio, nella zona dei Castelli Romani, nella zona di Olevano e Affile e nella zona di Piglio nel frusinate.

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vino novello

Le giornate si sono fatte più corte, le temperature sono scese e l'autunno s'è insediato portandoci Q8paesaggi e colori nuovi. Fanno la loro comparsa le castagne e il vino si sta affinando per essere pronto come da tradizione per San Martino. In questa occasione era tradizione assaggiare il vino nuovo con le castagne, nutrimento assai diffuso tra il popolo vista la facile reperibilità e l'ottimo apporto energetico. Ai nostri giorni abbiamo un pò abbandonato la funzione di nutrimento del cibo a favore di una concezione più edonistica, ma le castagne col vino rosso nuovo sono rimaste nelle nostre consuetudini. 

Veneto; Treviso, il Prosecco

Asolo

Asolo

Quando andiamo alla scoperta di quel soggetto misterioso e affascinante che è il vino, si rimane sempre un pò stupiti da tutto ciò che sta "dietro" a un grande vino. Un esempio è certamente il prosecco, un vino spumante prodotto nel veneto, fino a una ventina d'anni orsono relativamente poco conosciuto ai più  e presente solo in pochi mercati. Successivamente però ha iniziato la sua inarrestabile ascesa che lo ha portato a superare lo Champagne per vendite. Con il suo corpo leggero, un corredo aromatico  che si presenta rinfrescante, fruttato e floreale, un residuo zuccherino appena accennato e un costo modico, in brevissimo tempo il prosecco ha convinto gli amanti dei vini spumanti di tutto il mondo.

festa dell’uva

marinoNelle più antiche tradizioni della vita contadina la fine di un periodo di lavoro intenso nei campi o nelle aie dava luogo a festeggiamenti che celebravano il termine delle fatiche e la momentanea prosperità. In quest’ottica si inquadrano le tantissime feste dedicate all’uva e i vini che in questo periodo si tengono nelle regioni italiane.

valle dell'Esino

Marche: valle dell’Esino

valle dell'Esinojesi

La Valle dell’ Esino si estende tra Monte San Vicino a est ela catena dei Monti sibillini verso sud ovest. Comprende un area ricca di testimonianze d’un passato medioevale,  di opere d’arte, di luoghi di culto come eremi e abbazie e un presente di paesaggi meravigliosi, con ampie zone di vegetazione spontanea protetta, grandi pascoli e tante bellissime vigne. Ma è anche una zona in cui sono concentrate una quantità di specialità enogastronomiche… 

Piemonte: Vino e vigne del Piemonte

treiso colline e vigneti barbarescoVino e vigne del Piemonte

 

La coltivazione della vite in area piemontese e di conseguenza anche la sua lenta diffusione lungo i dossi soleggiati del sistema collinare torinese è una pratica documentata sin da tempi remoti che affonda le proprie radici nelle testimonianze letterarie offerte degli autori latini.

Puglia: il rosato salentino

 

rosatoIl vino rosato, ampiamente diffuso nel Salento, non trova cosi larga diffusione nel resto della nostra penisola. Questa è una categoria di vini che è  sottostimata e meno considerata nel panorama enologico.