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pesto rucola e mandorle d’albicocca

In questa stagione c'è una certa abbondanza di albicocche, specie per chi come il sottoscritto che ne ha tre alberi che ovviamente le portano a maturazione tutte nel giro di una settimana. Insomma c'è venuta l'idea di provare a fare un pesto che non preveda il basilico fresco e che al posto dei pinoli veda le mandorle dell'albicocca. Inoltre saprete certamente che le mandorle dell'albicocca sono considerati dei potenti antitumorali come dimostrano studi su popolazioni mediorientali che ne fanno largo uso e per le quali le malattie oncologiche sono sconosciute…….Io non ho nessuna preparazione specifica per poter affermare la validità di questi studi ma una certezza ce l'ho: la pasta con il pesto di Rucola e le mandorle dell'albicocca è deliziosa: un attimo piccantina ma dolce, dal sapore delizioso e avvolgente. Inoltre è veloce da preparare, se ne fate una certa quantità va alla grande spalmata su crostini e ,volendo, potete farne dei vasetti pronti all'uso.

 

Ingredienti per 4 persone:20170614_193608

-Un mazzetto di rucola

-80 gr. di parmigiano grattugiato

-80 gr. di mandorle (d'albicocca o comuni)

-120 gr. di olio evo

-350 gr. di pasta

-Sale q.b.

Procedimento

 

Lavare e asciugare bene la rucola.

 

pesto rucolaMettere il parmigiano e le mandorle nel mixer  e frullare alla massima potenza, aggiungere la rucola il sale e un po’ di olio e continuare a frullare a media velocità aggiungendo l’olio rimanente a filo per ottenere una crema densa che servirà a condire la pasta lessata al dente.

 

Volendo si può aggiungere uno spicchio d’aglio durante la preparazione del pesto e invece di usare solo parmigiano si può usare del pecorino.20170614_213000

Per farlo più leggero si può aggiungere un po’di acqua di cottura della pasta e diminuire così la quantità di olio. L'abbiamo provata sia con la pasta lunga che quella corta: io ho una preferenza per quest'ultima ma anche sulla prima nulla da dire se non deliziosa…

Volendo ci aggiungiamo qualche mandorletta di quelle tagliate sottili e se vogliamo farla coreografica qualche foglietta di rucola, accompagnamo con un bianco fresco e godiamoci questo piatto veramente squisito. 

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Gelato : una storia tutta in italiano

gelaEstate, caldo e voglia di trovare refrigerio in qualcosa di fresco, cosa meglio di un gelato? In questo settore c'è stato negli ultimi anni un rifiorire di gelaterie artigianali che propongono ingredienti di prima qualità e non prodotti industriali o i soliti semilavorati……. 

Ma cos'è il gelato? Diciamo che è una preparazione alimentare ottenuta con una miscela di ingredienti portata ad uno stato pastoso attraverso il congelamento e la contemporanea agitazione per fargli incorporare quanta più possibile aria.

Certamente in origine, il gelato non era  quello che noi oggi conosciamo, infatti con ottime possibilità la neve e la possibilità di preservare i cibi col freddo hanno posto le basi per il gelato alla frutta. Dal punto di vista storico c'è qualche riferimento nella Bibbia in cui si narra di quando Isacco offri un "mangia e bevi" ad Abramo a base di latte di capra e neve. Anche i romani potevano dire la loro con i "nivae potiones" anche qua dei dessert freddi.

Pesto di zucchine

Oggi vi vogliamo proporre un piatto estivo ovvero la pasta col pesto di zucchine che è una delle numerose varianti del più conosciuto pesto alla genovese. La ricetta della pasta al pesto di zucchine include due ingredienti che danno un tocco particolare: le mandorle che danno "croccantezza" e la menta freschezza. Pensate a un afoso mezzodi e a questo piatto che, boccone dopo boccone, vi rinfresca il palato dolcemente con la menta mentre "scrocchia" sotto i denti rilasciando il dolce delle mandorle….. 

Frisella salentina: il pane dei crociati

Nel passato il pasto veloce  della gente di campagna nei campi o dei pescatori nelle lunghe permanenze in mare era costituito da un supporto di grano che faceva da base a qualche verdura, una frittata o ciò di cui si disponeva, nascono cosi quelle preparazioni umili ma gustose della tradizione gastronomica italiana. Mi riferisco alla pizza bianca del fornaio farcita da mortadella e fichi tipicamente di questo periodo, ma anche quei quarti di pagnotta in cui le casalinghe ponevano pantagrueliche frittate con le cicorie di campo. Nel meridione e più spiccatamente in Puglia  si usavano e si usano le frise. La frisa, o frisella, è una specialità che rientra nella categoria dei prodotti da forno e in dialetto pugliese viene chiamata anche "friseddha" mentre in napoletano "fresella". A dirla tutta la frisella viene prodotta e consumata anche in Calabria e in Basilicata.

Grano italiano e genuino

Nella vita di tutti i giorni, nella frenesia della vita moderna, ci siamo abituati a utilizzare la tradizionale farina di grano tenero bianca 0, o 00 con la quale si producono pane, pasta, prodotti da forno, dolci, ecc. Questa farina, ahinoi, è ricavata da un grano prodotto su larga scala, selezionato e modificato nel corso degli anni per rendere più ricca e abbondante la produzione e la lavorabilità con i moderni quanto efficientissimi molini a rulli d'acciaio ma risulta essere un grano povero dal punto di vista nutrizionale, ma non solo. Infatti la modificazione del grano moderno ha fatto sì che esso divenisse molto più ricco di glutine, con tutti gli svantaggi che ciò comporta per il nostro organismo e che si manifestano nelle intolleranze che affliggono una quantità crescente di popolazione. Peraltro il grano che arriva dall'altra parte del globo per essere portato da noi qualche pensierino a conservanti, addittivi e non si sa bene cosa a me lo fa venire… I grani antichi, invece, vengono raccolti a filiera corta, ovvero sotto casa, e mantengono un rapporto più equilibrato tra contenuti di amido e di glutine, contenendo una percentuale molto più bassa di quest'ultimo.

alici con fiori di dalia e rosmarino

erbe aromatiche

I nonni di mia moglie vivevano in una casa di campagna a Montefusco, un paesino sconosciuto ai più, nelCasa nonno Antonio1 (2) beneventano. Questa casetta che nella pietra di volta dell'ingresso principale vedeva scolpito il numero 1692, mi affascinava perchè a cominciare dalla data di costruzione, aveva tutti i segni di un abitazione antica che aveva visto cambiare il modo di vivere di chi ci dimorava. Dal bagno che nell'aia dentro un gabbiotto solo in tempi recenti era stato spostato dentro casa, alle guardiole con le feritoie per lo schioppo che, poste agli spigoli della casa in posizione dominante, permettavano di difendersi dai briganti d'un tempo. Nel minuscolo balconcino c'era poi una selva di vasi, quali di coccio, quali ricavati dai recipienti dalle origini più disparate, che contenevano le erbette aromatiche di "pronto intervento" salvo poi andare nell'orto o per campi per le altre.

riso al nero di seppia e cozze

Le seppie, ripiene, grigliate o in umido con piselli o carciofi, accompagnate da agrumi o speziate  sono un ingrediente che, se preparato con cura, non ha nulla da invidiare a parenti più pregiati. Il risotto al nero di seppia con le cozze è un primo piatto con uno spiccato sapore di mare in cui l'aroma deciso e ricco del nero di seppia pervade questo piatto prelibato.

Cucina molisana

Ci è capitato di andare ad Agnone, il paese delle campane e della Ndocciata di Natale, una tradizione antichissima che risale ai sanniti e al loro uso di usare le Ndocce, grandissimi torce per illuminare il cammino negli spostamenti tribali. Oggi andiamo alla ricerca della tradizione agroalimentare di questa regione che non è in prima fila sul palcoscenico e, proprio per questo, risulta una piacevolissima scoperta, stiamo parlando del Molise.  

Dopo la Valle d’ Aosta  è la più piccola regione italiana, ha una posizione geografica molto particolare che si riflette, inevitabilmente, anche sulla sua cucina robusta e ricca, fatta di sapori ancora autentici, strettamente imparentata con quella abruzzese.

Alici al gratin

Alici al gratinali

Le alici sono quei graziosi pescetti che in enormi branchi argentei passano nei nostri mari e che si differenziano dalle acciughe da…niente perchè sono la stessa cosa. Molto spesso, nel parlare comune, con il termine acciughe si intendono i pesci interi conservati sotto sale, e con il termine alici gli stessi pesci sfilettati e messi sott’olio, ma alici e acciughe identificano esattamente lo stesso pesciolino che  può indifferentemente essere chiamato nell’uno o nell’altro modo.

VINCOTTO

vincotto

Nella cultura contadina si cercava di gettare nulla. Pertanto l'agricoltore si è sempre ingegnato a riciclare, rendendo non deperibile quello che la naura in quel momento forniva in buona quantità. Forse è così che è nato il vincotto, uno sciroppo dolce che veniva usato come dilcificante sia di bibite che di pietanze e dolci, ma anche una bevanda energetica che veniva somministrata come rimedio universale per stati di deperimento di uomini e animali. E così la vacca faceva poco latte: Vincotto!. il somaro aveva le coliche? Vincotto! E così via per tutti gli altri.