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Bevagna; canapa

Siamo andati a Bevagna al "Mercato delle Gaite" una rievocazione medioevale nella quale, nella splendida cornice della cittadina e delle sue casette e dei suoi vicoli, si ripropongono mestieri ormai scomparsi. Abbiamo visto chi faceva la carta partendo da stracci di cotone o canapa, chi partendo dal bozzolo del baco componeva il filo di seta con cui avrebbe realizzato preziosi tessuti, e tanti altri tra cui i "canapari" che, devo dire, mi hanno colpito particolarmente. 20190622_105824 (2)Diceva il ragazzo vestito da popolano medioevale ( che nella realtà coltiva canapa per usi alimentari) la canapa era considerata il maiale vegetale perchè, come del maiale non si buttava via nulla, così la pianta della canapa veniva utilizzata integralmente. Le radici venivanoimpiegate per accendere il fuoco, infatti il canapulo impregnato nello zolfo diventava un fiammifero, i semi costituivano una parte importante dell'alimentazione animale. La fibra, invece, era impiegata per la produzione di corde per le varie attività agricole, per le reti da pesca, ma specialmente per la realizzazione di tessuti per il confezionamento della biancheria per la casa (canovaccio vi ricorda qualcosa?), dei sacchi per cereali e farine, dei vestiti dei componenti la famiglia e per il corredo delle figlie femmine in età da marito.

In questi ultimi anni si sente sempre più spesso  parlare della canapa, una pianta rustica la cui coltivazione richiede pochissima manutenzione, poca acqua e non necessita trattamenti diserbanti. C’è stato un tempo in cui l’Italia era il secondo produttore al mondo di canapa. La pianta dalle foglie a 6 punte è, infatti, una risorsa preziosa e redditizia che può fare bene all’intero ecosistema attraverso un’agricoltura naturale e innovativa La canapa sativa è una pianta annuale caratterizzata da numerosi proprietà nutritive e negli ultimi anni la sua coltivazione è tornata in voga in diversi Paesi e anche nelle nostre regioni.   

1Possiamo concordare con il "canaparo" che della canapa non si butta via nulla: ci si serve dei fiori e le foglie (la cui percentuale di THC per legge non può superare lo 0,2%)  per la preparazione delle birre e caramelle, mentre gli oli essenziali sono presenti in molti profumi messi in commercio, in cosmetici, detergenti per il corpo e detersivi . Per quanto riguarda i semi di canapa, invece, se ne fa solitamente un uso alimentare, consumati sia crudi decorticati ma anche integrali, vengono abbinati a delle insalate miste o consumati con lo yogurt; vengono anche spremuti a freddo per ottenere l’olio di canapa. Non possiamo non chiamare in causa la presenza di grassi omega 3 e omega 6, essenziali per la salute del cuore e la prevenzione del colesterolo LDL.20190623_104515

Dalla macinatura dei semi di canapa si ricava la farina  che fino a poco tempo fa era destinata all’alimentazione del bestiame, ma oggi viene valorizzata in diversi modi. Si sa molto di più sulle sue proprietà nutrizionali, che vedono in primo piano la presenza di una maggior quantità di proteine rispetto a quanto si può trovare nei semi.2

 Priva di glutine, Il 65% delle proteine della canapa è rappresentato dalla edestina, una proteina che si digerisce facilmente, mentre sono completamente assenti la gliadina e la glutenina( ovvero il glutine) pertanto la farina di semi di canapa sativa è adatta a chi soffre di celiachia o di intolleranza al glutineNel novero delle sue tantissime proprietà, è possibile ricordare anche l’efficacia riguardante il miglioramento del sistema immunitario e del sistema nervoso e del sistema ormonale.4

 

Le fibre sono molto abbondanti e la rendono un alimento ideale per la lotta o la prevenzione alla stitichezza. I Sali minerali presenti in modo significante sono: potassio, magnesio, ferro e zinco, mentre per quanto riguarda le vitamine sono presenti prevalentemente i tocoferoli (vitamina E).

La farina di semi di Canapa è un alimento ricco di omega3 e omega 6, acidi grassi importanti per il nostro organismo per le loro proprietà antiossidanti, utile inoltre per la prevenzione dei disturbi cardiovascolari. 

Ricordiamo che l’assunzione di grassi benefici è raccomandata dall’OMS per prevenire molte condizioni di salute serie, dall’eccesso di colesterolo LDL, ai trigliceridi alti, fino all’artrite reumatoide e all’eczema topico.20190623_110139 (2)

E veniamo alle fibre: anticamente impiegate nella tessitura di vele per le imbarcazioni, esse permettono oggi di affacciarsi ai più diversi mercati. Le fibre di canapa sono infatti molto richieste dalle industrie tessili (che le utilizzano per realizzare prodotti di ogni tipo: dai capi di abbigliamento alle imbottiture per materassi), ma anche da quelle edili. E qualcuno faticherà a credere che alcune fibre della canapa vengono impiegate per la realizzazione di pannolini, pannelli isolanti, mangimi per ruminanti e lettiere per cavalli. Si stanno portando avanti delle promettenti riverche per realizzare dei contenitori di una pseudoplastica biodegradabile fatta con la canapa…chissa che le prossime navicelle spaziali non vedano l'impiego della canapa sativa!!

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Vediamo i valori nutrizionali: una porzione di farina di semi di canapa (100 grammi) apporta 334 calorie.

In particolare:

  • contenuto di carboidrati è pari a circa 28 grammi
  • zuccheri 3,1 g
  • grassi complessivi 8,4 grammi (0,9 sono saturi e 1,1 monoinsaturi).
  • 20 grammi di fibre
  • circa 200 mg di calcio

7La presenza di calcio è molto importante, in quanto rappresente il 25% della razione giornaliera raccomandata dai nutrizionisti. Dalla farina di semi di canapa, come già detto, si ricavano diversi prodotti alimentari e uno di questi è la pasta.

E' sempre in crescita il numero delle persone che la apprezzano e non solo per il sapore gradevole , che ricorda quello della nocciola, ma anche per i suoi valori nutrizionali.

Esistono diverse ricette a base di pasta di farina di canapa, tutte semplici e gustose. Per aiutarvi a scoprire qualcosa di più ne proponiamo due:

Pasta di canapa al pesto di pomodorini secchi: per questa preparazione sono necessari:

 350 grammi di caserecce a base di farina di canapa,

300 grammi di pomodorini secchi,

25 grammi di pinoli

 10 grammi di mandorle pelate.

Per la preparazione bisogna mettere nel mixer i pomodorini secchi, senza scolarli eccessivamente dall’olio. Bisogna poi aggiungere le mandorle, qualche foglia di basilico e tritare il tutto. Dopo aver cotto e scolato la pasta, bisogna mettere il pesto in una padella, accendere il fuoco e un po’ di acqua di cottura. Si completa amalgamando il tutto.

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Pasta fresca senza uova con farina di canapa: per questa preparazione servono:

250 grammi di farina di grano duro,

20 grammi di farina di canapa,

150 ml di acqua

un pizzico di sale.

Occorre mescolare assieme le due farine e formare la classica fontanella aggiungendo  l’acqua piano piano. Si procede poi impastando per alcuni minuti, fino a che l’impasto non risulti omogeneo. Bisogna poi lasciarlo riposare per circa 30 minuti in pellicola trasparente. Alla fine non resta che dare forma alla pasta sbizzarrendosi creativamente col formato che più vi aggrada!

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Catturale Acciughe fritte in agrodolce sono un buon secondo piatto in cui il grasso del fritto viene stemperato dalle cipolle e dall' aceto dando luogo a una pietanza gradevole e equilibrata, ma anche "sfiziosa"…..Vediamo come prepararle

Sicilia:caponata alla siciliana

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pasta zuc asp fioVi proponiamo un gustoso primo piatto con ortaggi di stagione di facile realizzazione , se lo volete fare più dietetico potete eliminare la pancetta  e avrete meno patemi , certo, però, quelle "crosticine " saporite e croccanti  sono proprio appetitose…….

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Sicilia, Catarratto

Esistono vini più noti e vini, pur di grandissimo pregio, che non hanno la stessa notorietà e fascino. Il Catarratto appartiene a questa categoria, sarà per un nome che suona strano, per qualche ragione modaiola, però chi lo assaggia una volta…..

La zona di Trapani, Marsala e Erice è certamente una delle aree d’eccellenza per i vini siciliani. In questa zona della Sicilia le origini della viticoltura risalgono a tempi antichissimi, sappiamo che la zona di Mozia fu colonizzata fin dall’VIII/VII secolo a.C dai Fenici, che solcavano il mar Mediterraneo per  i loro fini commerciali.a

 In questo splendido territorio che si affacia sul mare e sull’arcipelago delle isole Egadi, il clima è caldo, secco, mitigato dalle brezze marine e spesso caratterizzato da forti venti. Le posizioni dei terreni e le condizioni pedoclimatiche sono ideali per la produzione di uve dal profilo aromatico intenso. I suoli sono prevalentemente composti di sabbie, calcare e rocce tufacee, terre povere ma estremamente vocate per una viticoltura di qualità.

Lombardia: Gorgonzola

Potremmo dissentire e dissertare sulle origini del Gorgonzola, quando è stato inventato e da chi ? Il Gorgonzola  appartiene alla famiglia dei formaggi ‘erborinati’, ma anche a quella degli ‘stracchini’, un termine certamente lombardo che indica i formaggi prodotti con il latte "delle vacche stracche" che tornavano dagli alpeggi della pianura lombarda, guarda il caso proprio nei pressi della cittadina di Gorgonzola che le dà il nome.

Peraltro nelle mie ricerche ho trovato un articolo sul Gorgonzola dove il valente giornalista segnala un piccolo mistero letterario: se andiamo a rileggere il capitolo XVI dei Promessi Sposi, quello in cui Renzo è diretto proprio verso la cittadina lombarda ‘col nome di Gorgonzola in bocca’. E' una casualità o un gioco del Manzoni? Ma le sue origini sembrano essere ancora più indietro nel tempo, si può supporre con ragionevole sicurezza la presenza del Gorgonzola già nella pianura padana dominata dai Celti. La sua grande fortuna commerciale, però, inizia a partire dai primi decenni del Novecento: addirittura, un treno merci carico di forme di Gorgonzola partiva ogni settimana da Novara alla volta dell’Inghilterra, per soddisfare il vezzo dei gourmet sudditi di Sua Maestà.  Ahimè, l’avvento del fascismo, le guerre coloniali e le successive sanzioni contro l’Italia interruppero ben presto questo primo "successo" internazionale, che riprenderà con rinnovato vigore già nell’immediato dopoguerra. 

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Murge-Altamura

adesrwAltamura

Continuando la gita nelle Murge tra campi di grano e gravine, ci siamo lasciati alle spalle la splendida Matera  per la medioevale Altamura dove ci attendevano le giornate Federiciane. Nello stemma di Altamura si riporta il motto : Federicus me reparavit significando la riconoscenza della città a chi la ricostrui’ dalla devastazione . E, allora, grande festa

Marò

Liguria: Marò, ovvero il pesto di fave

Marò,pesto di fave

Qualche anno fa , quando i figli ancora seguivano la mamma e il babbo nelle gitarelle, abbiamo fatto un viaggetto alle cinque terre. La fortuna volle che non trovassimo posto in nessuna altra parte se non a Deiva Marina, una grazioso centro di 1500 anime che non ha la notorietà di altre  località della costa ligure, ma dove sicuramente tornerei se dovessi ricapitare da quelle parti. Infatti, l’albergo che mia moglie aveva trovato era si molto grazioso , con le stanze che affacciavano sul bel mare ligure, ma il vero valore aggiunto era costituito dai  padroni di casa . Sapete quel genere di persone che generano empatia e che vi sembra di conoscere da sempre ?  Ho scoperto da subito le mie affinità con l’albergatore/ristoratore  che oltre a sfoggiare due baffoni da fare invidia a Francesco Giuseppe e Vittorio Emanuele II messi insieme

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Prodotti del mare

Immagine3Il pesce lo consumiamo in varie forme che spaziano da meravigliosi antipasti a ottimi primi, e poi secondi piatti e mille preparazioni frutto di tradizione o genio dello chef. Per quanto mi riguarda ciò che proviene dal mare deve sapere di mare, dunque non sopporto molto quei piatti in cui il sapore di marino viene contraffatto da salse, eccessi di spezie o preparazioni pregevoli dal punto di vista tecnico ma ,secondo il mio modesto parere, discutibili come sapore.

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Puglia,Altamura : i capunti al finocchietto selvatico con pancetta

aaacazIn questo periodo dell'anno facendo una passeggiata nei campi vediamo affiorare qua e la una piantina poco appariscente dai rami che diventano delle foglie tubulari sottilissime, come dei capillari : stiamo parlando del finocchietto selvatico.

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