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La polenta

Quando arriva il freddo arriva la polenta, un piatto tradizionale della cucina italiana. La polenta si presta a molte interpretazioni, se la si accompagna con sughi di carne, di verdure o di funghi,formaggi, legumi,salumi diviene un piatto unico gustoso, da proporre a tavola sempre in modo diverso e appetitoso.

Nel passato ha costituito l'alimento di base della cucina povera dell'italia settentrionale ma anche in Toscana e nelle zone montane di Lazio, Molise, Abruzzo e Marche. Nel passato la polenta era più scura di quella gialla a cui siamo abituati perchè si usavano farro o segale o anche il grano saraceno. Il termine polenta deriva dal latino Puls una specie di polenta di farro (in latino far da cui deriva "farina") che costituiva la base della dieta delle antiche popolazioni italiche.

Con la scoperta dell’America arriva il mais anche in Italia la cui coltivazione si diffuse soprattutto nelle regioni del Nord Italia quale nuovo grano esotico (per questo chiamato turco). Con la farina di mais, la polenta si trasforma in una pietanza gialla dorata, consumata particolarmente dai meno abbienti: il mais costava poco e la polenta riempiva la pancia di tante famiglie ma, essendo un alimento ricco di carboidrati e povero di proteine peraltro di ridotto valore nutritivo, saziava ma non nutriva un granchè.

Santo Natale e tradizione

 

Il Santo Natale è alle porte e in questo articolo vi portiamo a spasso per l’Italia in una carrellata delle tradizioni natalizie più antiche. Oggi il Natale ha perso molto la misticità e il fascino un po’ magico d’un tempo per diventare una folle corsa ai consumi di beni alimentari e voluttuari.

Pezzo unico

Alle volte essere febbricitante e raffreddato ti procura occasioni che per abitudine non ti si sarebbero mai presentate e cosi mi è capitato di vedere il programma RAI2 Italia in una delle sue puntate più interessanti. Uno degli argomenti del giorno è stato gli antichi mestieri con una panoramica sull'artigianato italiano. L'inizio è stato veramente desolante visto che i dati presentati parlano di 16550 imprese artigiane che hanno chiuso i battenti e 208000 giovani italiani che hanno abbandonato la nostra nazione, ma a equilibrare questi dati, il Segr.Generale della Confartigianato, Dott. Cesare Fumagalli, ha parlato di un fatturato dell'esportazione di 127 miliardi. Ah, però, mica bruscolini…Giustificava queste cifre con la richiesta estera e interna del bello, del pezzo unico, del non omologato e dove comprarlo se non in Italia? Purtroppo la politica non aiuta gli artigiani nella formazione ne nella tassazione (auspicava di avere lo stesso trattamento dei colossi del Web), ciononostante in Lombardia recentemente sono sorte 288 nuove imprese di giovani, specialmente nell'agricoltura.

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AGLIO TRA PIACERE E SALUTE

L’ aglio e’ una di quelle spezie che non puo’ mancare come ingrediente nella cucina mediterranea.

 Dal sapore forte e deciso, accompagna in particolare la gustosa cucina di tutt’ Italia, dove trova applicazioni, grazie alla sua versatilita’, sia come ingrediente che come condimento.

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Parliamo della storia della pasta alla carbonara

L'amico Stefano Ginobbi ha voluto dare un suo interessante contributo a seguito di una piccola disputa tra amici sulla carbonara e sono lieto di proporlo.11

 

Parliamo della storia della pasta alla carbonara. Consultando l'Artusi non se ne trova traccia, il che significa che è un piatto nato nel 1900. Controlliamo allora "Il talismano della felicità" di Ada Boni, la cui stampa risale al 1927/1933 e scopriamo che tra le 3.000 ricette la Carbonare brilla per la sua assenza. A Napoli esiste un antico piatto chiamato "Cas'e ova" (formaggio e uova) che era fatto con lo strutto, formaggio grattugiato (tipicamente pecorino), uova, prezzemolo, aglio e pepe, salsa con cui si condivano i Tubettoni.

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passata di pomodori casalinga

I vecchi di casa erano sempre i primi ad alzarsi la mattina all'albeggiare anche se s'erano attardati la sera prima a preparare bottiglie e boccacci, il caldaro con il necessario per fare il fuoco e lo spremipomodori. 1 (2)Si ultimavano i preparativi e si organizzavano le merende che contraddistinguevano questi eventi sociali della vita contadina. Il capo indiscusso era la nonna o la vecchia mamma, ma tutti gli anziani dettavano le regole, specialmente ai piccini, e questa era la via per portarsi in inverno un pò di sapori dell'estate. Le bottiglie di passata poi erano il ricordo di casa per chi era emigrato a nord o all'estero e se lo portava appresso per ricreare un pò di casa propria attraverso una pastasciutta, cibo per il corpo e per il cuore. 

salumi equini

Abbiamo parlato dei salumi di carne di pollame cosi come quelli di carne ovina, ora parliamo, udite udite, di salumi di carne equina. E' un pò lontano dall'usuale che si facciano salumi con animali tradizionalmente considerati nobili frequentatori di corse o, tuttal più, da lavoro invece la tradizione italiana di lavorazione delle carni equine è secolare e interessa la penisola da nord a sud.

Cominciamo dal settentrione con la bresaola della Lombardia e del Veneto con la provincia di Sondrio ( Valchiavenna e Valtellina) e quelle di Padova, Venezia e Treviso dove si lavorano noce o lombata e sottofesa,  con una mistura di sale, pepe e un insieme di spezie detta la “dosa” ( segreto di ogni norcino): il risultato è una delizia che nulla ha da invidiare  alla più nota bresaola di manzo. Non meno deliziosa è la lonbarda Slinzega che semra fosse conosciuta già nel 1400. Siamo ancora nella provincia di Sondrio per questa specialità che è una bresaola più piccola che si prepara utilizzando spalla o fesa di cavallo anche se alcune varianti  prevedono l’impiego dei ritagli della lavorazione dei muscoli posteriori, o collo e ganascino.

La carne viene salata a secco e tenuta in salamoia per una decina di giorni per poi essere insaporita con alloro o ginepro, aglio e pepe, e  lavata con il vino. I pezzi salati sono rivoltati periodicamente affinché la concia sia  distribuita equamente su tutta la superficie.

Dopo un paio di mesi di stagionatura la carne si presenta accartocciata e di un bel  color rosso mogano scurissimo: La consistenza è dura e il sapore è marcato e non può che essere accompagnata da un rosso robusto e di corpo.

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Salumi di carne ovina

Nel nostro paese, per molteplici ragioni che spaziano dalla posizione geografica al clima, alla morfologia e, non un ultimo, un pizzico di creatività, abbiamo il maggiore assortimento di salumi, formaggi, vini, diciamo specialità enogastronomiche che in nessun altro posto al mondo. Pertanto i nostri antenati si sono inventati di fare salumi con tutte le specie di  carne ( anche col pesce!!) che avevano a disposizione. In Italia il consumo di salumi di pecora ha a due origini: la prima fa riferimento alle tradizioni regionali, mentre la seconda si lega all’immigrazione in Europa degli islamici. Il salame di pecora, per esempio, ha origini antichissime e, probabilmente, fu prodotto da pastori dediti alla transumanza che utilizzavano le carni degli animali del proprio gregge per l’approvvigionamento alimentare ma non è da escludere una produzione casalinga effettuata nelle località montane.4

 I salumi veri e propri possono venire classificati in modi diversi a seconda del taglio, del tipo di carne, se solo ovina o con grasso suino e il metodo utilizzato nella confezione del salume. Facciamone una panoramica.

Agricoltura, gestione del suolo e prevenzione del dissesto idrogeologico

Nella cronaca di questi giorni il nostro martoriato paese si trova a fronteggiare episodi di maltempo che interessano tutta la penisola da nord a sud con manifestazioni di violenza inaudita. In un giorno si riversano le piogge che normalmente sarebbero registrate in settimane, grandinate con chicchi di dimensioni straordinarie, venti da tifone equatoriale e il territorio viene colpito da forze che non è in grado di fronteggiare. Purtroppo le conseguenze sono sotto gli occhi e nel cuore di tutti noi in primis per le vite perdute in questi OLYMPUS DIGITAL CAMERAeventi e poi per lo scempio al territorio e i danni prodotti. Naturalmente la cementificazione selvaggia è al primo posto tra le cause dei disastri ambientali, e dunque il come s'è costruito, il dove e quanto sfogo naturale sia stato tolto alle acque meteoriche sono evidenti testimonianze di un utilizzo dissennato del territorio.  Non credo sia una novità per nessuno il ruolo che  l'agricoltura e la silvicoltura svolgono in termini di capacità di mitigare quei disastri naturali come inondazioni o incendi la dove vengono portate avanti le buone pratiche che da sempre costituiscono un presidio del territorio. Cercherò di spiegarmi meglio: il contadino ha l'interesse a preservare il territorio e pone in atto quelle misure che in sinergia garantiscono la protezione per esempio attraverso gli antichi reticoli idrici di canali, fossati e argini che nelle aree agricole marginali erano utilissime nella prevenzione di frane ed esondazioni.

Umidiera

Salse base(seconda parte)

Salsa di pomodoro

Potremmo mai pensare alla cucina italiana senza pomodoro? Che ne sarebbe della pizza o della pasta? E di Gianburrasca che cantava: viva la pappa col pomodoro? Certo Cristoforo Colombo mai avrebbe pensato alla rivoluzione che avrebbe  portato negli usi alimentari del vecchio continente e italiani in particolare.

Le prime ricette in cui si trovano i pomodori sono nel "cuoco galante" di Vincenzo Corrado del 1778  per passare l'anno dopo a Antonio Nebbia che li cita finalmente come compagni della pastasciutta. Il duca Ippolito duca di Buonvicino, appartenente dall'antica famiglia nobile che discendeva direttamente da Guido Cavalcanti, amico di Dante e poeta del dolce stilnovo, pubblicò nel 1837 il libro  “Cucina teorico pratica" in cui dava una ragguardevole rappresentazione  della cucina napoletana dell’Ottocento. Il Duca suddivise la sua opera in due parti, di cui la prima era  redatta in lingua italiana, per nobili e ricchi borghesi, mentre la seconda fu scritta in dialetto napoletano, per la plebe e la bassa borghesia che usavano il dialetto quale linguaggio quotidiano, e in questa parte presenta la ricetta dei vermicelli al pomodoro:3