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Torino:Il Vermouth

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Per risalire alle origini di questo liquore, bisogna tornare all'epoca romana e al vino di assenzio: i romani infatti amavano bere una miscela di vino, assenzio, incenso, nardo e mirra, che potrebbe vagamente assomigliare al piemontesissimo vermouth.

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Cardo

 

Il cardo è una pianta rustica molto diffusa sul nostro territorio, tanto comune che sicuramente l’avete vista durante qualche passeggiata in campagna. Questo ortaggio preferisce il freddo e si trova fresco da novembre a febbraio. 

Il cardo non è un ortaggio molto amato. La sua spinosità già richiamata nell’etimologia (greca, poi riformulata in “cardum” dai romani), assieme alla consistenza dura e al sapore piuttosto amaro hanno reso difficile renderlo noto fuori dai confini (prettamente regionali) di appassionati estimatori.

Eppure, il cardo è stato recentemente riscoperto e ricercato in cucina, soprattutto se addolcito nei suoi tratti con una coltivazione (“imbiancamento”) che avviene lontana dall’esposizione solare (addirittura sotto il terreno) fino al momento della raccolta.

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Ne esistono moltissime varietà e viene considerata da molti una verdura in qualche maniera minore. In effetti è  difficoltosa da coltivare perché a un certo stato di accrescimento si inclina la pianta per aumentare la parte commestibile che deve essere chiara, croccante ma non legnosa.

 

Ha la grossa dote di avere pochissime calorie e dare sazietà con poco volume…

L’altra grossa dote è il sapore: una via di mezzo tra carciofo e sedano che risulta molto intrigante. 

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Pasta

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La Pasta

Mangiamaccaroni, cosi venivano chiamati gli emigranti italiani per la loro abitudine di cibarsi di pasta. I più malevoli parlano di importazione della pasta dalla Cina a opera di Marco Polo , ma questa tesi è smentita da vari scritti che testimoniano l’uso di pasta già nell’antica Roma. 

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Cicerone parla di Lagana, ovvero delle fettucce di farina impastata con acqua tagliate in strisce, un po’ come delle grosse tagliatelle. Dalla parola romana lagana si pensa derivi l’odierna lasagna.

In realtà , tracce dell’uso alimentare della pasta le troviamo  anche in civiltà precedenti, come per esempio gli etruschi che, in una tomba di Cerveteri, raffigurano una spianatoia, un matterello e un attrezzo per tagliare la pasta a testimoniare un uso comune di questo alimento. In effetti, si trovano sin dalla preistoria delle tracce di un impasto di farina e acqua seccato per renderne più lunga possibile la conservazione. Questo prodotto trova un suo sviluppo rilevante solo in Italia e in Cina.

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Pasta,si fa presto a dire pasta….

pennucceE si, si fa presto a dire pasta, bisogna vedere di che cosa si parla perchè se un anello di bigiotteria si compra sulle bancarelle mentre quelli di Bulgari si comprano a via Condotti è perchè qualche differenza c'è. Cosi tra una pasta da scaffale e la pasta di quei pastai che producono alla vecchia maniera c'è differenza e pure parecchia…..

La polenta

Quando arriva il freddo arriva la polenta, un piatto tradizionale della cucina italiana. La polenta si presta a molte interpretazioni, se la si accompagna con sughi di carne, di verdure o di funghi,formaggi, legumi,salumi diviene un piatto unico gustoso, da proporre a tavola sempre in modo diverso e appetitoso.

Nel passato ha costituito l'alimento di base della cucina povera dell'italia settentrionale ma anche in Toscana e nelle zone montane di Lazio, Molise, Abruzzo e Marche. Nel passato la polenta era più scura di quella gialla a cui siamo abituati perchè si usavano farro o segale o anche il grano saraceno. Il termine polenta deriva dal latino Puls una specie di polenta di farro (in latino far da cui deriva "farina") che costituiva la base della dieta delle antiche popolazioni italiche.

Con la scoperta dell’America arriva il mais anche in Italia la cui coltivazione si diffuse soprattutto nelle regioni del Nord Italia quale nuovo grano esotico (per questo chiamato turco). Con la farina di mais, la polenta si trasforma in una pietanza gialla dorata, consumata particolarmente dai meno abbienti: il mais costava poco e la polenta riempiva la pancia di tante famiglie ma, essendo un alimento ricco di carboidrati e povero di proteine peraltro di ridotto valore nutritivo, saziava ma non nutriva un granchè.

Santo Natale e tradizione

 

Il Santo Natale è alle porte e in questo articolo vi portiamo a spasso per l’Italia in una carrellata delle tradizioni natalizie più antiche. Oggi il Natale ha perso molto la misticità e il fascino un po’ magico d’un tempo per diventare una folle corsa ai consumi di beni alimentari e voluttuari.

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AGLIO TRA PIACERE E SALUTE

L’ aglio e’ una di quelle spezie che non puo’ mancare come ingrediente nella cucina mediterranea.

 Dal sapore forte e deciso, accompagna in particolare la gustosa cucina di tutt’ Italia, dove trova applicazioni, grazie alla sua versatilita’, sia come ingrediente che come condimento.

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nero di seppia

seppieTradizionalmente usato nella cucina del Giappone ma anche in Italia e Spagna, il nero di seppia è composto principalmente di melanina (il pigmento che influenza il colore della pelle).

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passata di pomodori casalinga

I vecchi di casa erano sempre i primi ad alzarsi la mattina all'albeggiare anche se s'erano attardati la sera prima a preparare bottiglie e boccacci, il caldaro con il necessario per fare il fuoco e lo spremipomodori. 1 (2)Si ultimavano i preparativi e si organizzavano le merende che contraddistinguevano questi eventi sociali della vita contadina. Il capo indiscusso era la nonna o la vecchia mamma, ma tutti gli anziani dettavano le regole, specialmente ai piccini, e questa era la via per portarsi in inverno un pò di sapori dell'estate. Le bottiglie di passata poi erano il ricordo di casa per chi era emigrato a nord o all'estero e se lo portava appresso per ricreare un pò di casa propria attraverso una pastasciutta, cibo per il corpo e per il cuore. 

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Cozze

???????Le cozze, i muscoli, i mitili, i peoci o i moscioli …tanti nomi diversi per indicare uno dei frutti di mare più graditi. Come tutti i molluschi bivalvi hanno un basso contenuto di calorie e un buon quantitativo di grassi polinsaturi, quelli buoni per intenderci. Inoltre forniscono un ottimo apporto di calcio, ferro, fosforo e selenio, il tutto a un prezzo molto contenuto.