Category Archives: Una gita…

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Baccalà in guazzetto

Tra le piacevoli sorprese che la cucina semplice e tradizionale di Velletri mi ha fatto scoprire un posto d'onore lo riservo al Baccalà in guazzetto. IMG_20211129_203543Il baccalà in guazzetto alla velletrana deriva certamente dalla tradizione culinaria  romana ed è un secondo piatto semplice e ricco di gusto, ideale da portare in tavola durante l’inverno sposandolo alla polenta. Una gustosissima variante del classico baccalà in umido cucinata con una ricca e abbondante salsa di pomodoro con cipolla, uvetta e pinoli, con cui fare la scarpetta a fine pasto. Peraltro se ne avanza una quantità sufficiente a condirci la pasta vi posso assicurare che è una vera chicca.

Torrone

I dolci tipici del Natale italiano  hanno il sapore dell'infanzia, di aromi legati alla terra d'origine e di una cultura che affonda le proprie radici nella notte dei tempi e nelle sagre paesane , tra questi uno dei più antichi è il torrone. Se dovessimo stabilire con esattezza le origini del Torrone ci troveremmo di fronte alla solita disputa di campanile tra i sostenitori delle origini beneventane e di quelle cremonesi. q

 La fazione cremonese sostiene  che il torrone nacque lì, nel 1441, durante il banchetto nuziale di Bianca Maria Visconti e di Francesco Sforza, quando venne preparato un dolce chiamato "Torrazzo" come l’alta torre campanaria del duomo della città, da cui avrebbe preso il nome. Questo torrazzo, più tardi torrone, prendeva spunto  dalla ricetta riportata tra il 1100 e il 1150, da Gherardo Cremonese nella sua traduzione  del “De medicinis e cibis semplicibus”, scritto dal medico di Cordova Abdul Mutarrif per il quale il torrone sarebbe ad ogni modo di derivazione araba, sarebbe quindi una variazione della famosa “cubbaita” o “giuggiolena”, dolce arabo fatto di miele e sesamo. Questo episodio viene rievocato ogni anno con una Festa del Torrone. Tuttavia la prima notizia certa riguardo al torrone a Cremona risale al 1543, anno in cui il comune di Cremona acquistò del torrone per farne dono ad alcune autorità, soprattutto di Milano.

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Emilia Romagna: nelle terre di Verdi e Don Camillo 2

dsc_0118aNon si può andare nella "Bassa" senza gironzolare un pò per paesi e golene del mondo piccolo, pertanto abbiamo fatto base a Soragna, dove c'è la rocca Meli Lupi ma anche un bellissimo museo del Parmigiano reggiano. Il parmigiano è certamente il prodotto di punta della zona e viene presentato con l'orgoglio di chi produce un opera d'arte che è sinonimo di materie prime eccellenti, tradizione e arte casearia consumata.

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Emilia Romagna: Parma , nelle terre di Verdi e Don Camillo

 

Emilia Romagna: Parma. Nelle terre di Verdi e Don Camilloarnapeppone

“Il Po comincia a Piacenza, e a Piacenza comincia anche il Mondo piccolo delle mie storie, il quale Mondo piccolo è situato in quella fetta di pianura che sta fra il Po e l’Appennino.” Cosi descriveva Guareschi  quell’ambiente tutto particolare che è la bassa padana parmense e che lui ha descritto nei suoi libri attraverso i suoi Don Camillo e Peppone e le loro gesta .

Italiano e genuino questa volta è andato a spasso per queste bellissime terre che offrono storia, monumenti artistici di rara bellezza, paesaggi affascinanti e un culto per il buon cibo e il buon vino.

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Emilia-Romagna: Bologna

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 L' Italia è il paese del buon mangiare un pò dappertutto e con connotazioni diverse nella penisola, ma tra le regioni la Toscana e l’Emilia Romagna  si contendono il primato. Per questo Italiano e genuino è andato in Emilia Romagna facendo la prima doverosa tappa a Bologna. 

Parlando di Bologna in particolare molte sono state, anche recentemente, le testate che hanno magnificato questa città, dalle statunitensi Forbes e Chicago Tribune, alle inglesi Food and Travels e Telegraph. Quest’ultima arriva addirittura a proclamarla “capitale gastronomica d’Italia”.

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Friuli: Frico di patate

 

Il Frico di patatefrico-1

Oggi voglio proporvi una ricetta tipicamente regionale dal Friuli Venezia Giulia, mia terra d’adozione da ormai 18 anni. La ricetta che vi propongo è quella del Frico, un piatto che si può proporre sia come secondo che come piatto unico, accompagnato da una bella polenta, e che è originario delle zone montane della Carnia. È un piatto che potete trovare praticamente in ogni sagra paesana e anche nei ristoranti friulani che propongono il cibo della tradizione; inoltre nel mese di agosto ci sono due sagre interamente dedicate al Frico, quella di Carpacco e quella di Flaibano, dove viene proposto in tre varianti: classico, alle erbe e piccante.

Sardegna: il Casu Marzu

Si chiama "Casu Marzu" (formaggio marcio) ed è uno dei prodotti tipici della Sardegna, dal latte di quegli ovini che sono abituati a vivere con il pochissimo verde che l'arida campagna sarda offre. Il Casu Marzu è un formaggio cremoso dal gusto deciso, leggermente piccante ma veramente delizioso. Comunemente viene chiamato "Formaggio con i vermi" perchè la sua consistenza cremosa è dovuta principalmente all’insediamento nel formaggio delle larve della mosca casearia (Phiophila casei).

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Sicilia: Agrigento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa volta Italiano e Genuino vi porta a fare una gitarella alla Girgenti di Pirandello e della valle dei templi. Agrigento e' la traslazione nel tempo dell'originaria Akragas che i greci provenienti da Rodi fondarono nel VI secolo A.C., ed esattamente nel 580 A.C. Questa colonia era presente a Gela presso il fiume che poi diede il nome alla citta'. La presenza di campi fertili e la prossimita' della collina dell'Acropoli e a quella della Rupe Atenea furono determinanti nella scelta del sito. I resti degli insediamenti di questo periodo sono fra ciò che di più fastoso e importante sia  quanto è giunto a noi da quella civiltà; la valle dei templi è incoparabile e unica.

Campania:Taralli pepe’n’zogna (Taralli sugna e pepe) e mandorle

Taralli pepe’n’zogna (Taralli sugna e pepe) e mandorle

 

Ingredienti:

Farina 500g

Lievito di birra 30gtarallipepenzogna

Sugna 150g

Mandorle tostate 150g

Pepe nero

2 cucchiaini di sale

 

Impastate 100 g di Farina con lievito e acqua, impastate e mettete a lievitare in un luogo tiepido finché non raddoppia di volume. A questo tarallipreparazpunto impastate con il resto della farina, il sale, il pepe, sugna e acqua tale da avere una giusta consistenza.

Dividete l’impasto in due parti e formate dei bastoncini sottili come una matita, attorcigliateli e formate dei piccoli tarallini, decorateli con le mandorle non sbucciate, copriteli e lasciateli lievitare per circa un’ora. Quando saranno cresciuti, infornateli in forno a 150° finché non saranno ben dorati.

 

 

 

Articolo fornito da visitcaserta.net



 

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Puglia:Riso patate e cozze

Oggi vi presentiamo un piatto di cui io sono più che goloso e la cara amica Mea di Bari, che conosce questa mia debolezza per il riso patate e cozze, ha voluto taieddadocumentare tutta la preparazione di questa squisitezza. Un consiglio? Fatela abbondante perchè i vostri convitati ve ne chiederanno ancora e ancora….

Questa specialità barese essendo basata sul riso viene assimilata da qualcuno alla Paella e se ne parla come di un retaggio del passaggio degli spagnoli.