Category Archives: Una gita…

s

Puglia, Salento, Susumaniello

Il vitigno Susumaniello è tipico della Puglia e viene coltivato solo in questa regione  portando con se il sole della sua terra, in un acino scuro, violaceo, dalla pelle spessa ma dalla polpa succosa. Il suo nome è evocativo ,e non a caso, del somarello indicando l’elevata produttività della pianta carica di grappoli “come un somaro” proprio a indicare l'elevata produttività del vitigno ma qualcuno pensa che sia a ricordo di quei poveri ciucci che stracarichi lo portavano dalle vigne alle cantine.s

 Il limite di una vigna di Sussumaniello è che riesce a tirare fuori tutta la sua carica solo dopo una decina d'anni dal suo impianto per dare meno uva in quantità ma uve tanto cariche di quegli elementi che servono a produrre un vino importante, strutturato e aromaticamente ricco. E qui torna il somarello perchè anche il viticultore deve essere testardo come un ciuccio per voler portare avanti una vigna che da i suoi risultati cosi tardi. E infatti va fatto merito a quei caparbi produttori che hanno creduto a costruire un vino da un vitigno che , storicamente, è stato sempre associato al cosiddetto “taglio” in uvaggio ad altre uve, per la sua capacità di rendere interessanti altri vini, una iniezione di forza per vini esili e con meno colore e carattere.

pasta6

Pasta,si fa presto a dire pasta….

pennucceE si, si fa presto a dire pasta, bisogna vedere di che cosa si parla perchè se un anello di bigiotteria si compra sulle bancarelle mentre quelli di Bulgari si comprano a via Condotti è perchè qualche differenza c'è. Cosi tra una pasta da scaffale e la pasta di quei pastai che producono alla vecchia maniera c'è differenza e pure parecchia…..

Santo Natale e tradizione

 

Il Santo Natale è alle porte e in questo articolo vi portiamo a spasso per l’Italia in una carrellata delle tradizioni natalizie più antiche. Oggi il Natale ha perso molto la misticità e il fascino un po’ magico d’un tempo per diventare una folle corsa ai consumi di beni alimentari e voluttuari.

lesso salsa pearà

VERONA: la salsa Pearà

La salsa Pearà

L'amico Giordano da Verona ci offre la ricetta di una salsa che, nelle grandi occasioni, accompagna il bollito per comporre il piatto più tipico: il bollito in Pearà.

Verona,Veneto:I grandi vini della Valpolicella 2^ parte

 

 


I grandi vini della Valpolicella 

Seconda parte

Il Recioto DOCG  è il vino storico per antonomasia della Valpolicella, erede del romano Retico e del longobardo Acinatico . L’origine del suo nome non è molto definita in quanto potrebbe discendere dall’espressione “recie” ovvero orecchie con cui nel dialetto locale si indicano le parti più laterali e zuccherine dei grappoli.

d

Emilia Romagna,Modena:La panada, zuppa di pane

Cominciamo con dire chi erano il reśdōr e la reśdōra: al reśdōr (lett. reggitore in italiano) 'l è per tradisiòun, al chêpfamìja, 'l urganiśadōr di lavōr edla cort o 'd n'aśiènda e Só mujéra, la reśdōra, la gh'cmandèva invéci a cagli ètri dòni 'd cà p'r al facèndi da mandèr avànti, mèinter che lē la srèv andèda al merchê a vènd'r i ōṿ e 'l verdùri, e l'avrèv pinsê a 'l stofi da cunprèr per fèr sù un quèlc vistî ch'a sarèv servî ai famiglièr edla cà….non è una lingua straniera, è il carpigiano(carpśàn) un dialetto del modenese. aDunque il reśdōr era il fattore, colui che organizzava i lavori del cortile e in azienda in genere, mentre la reśdōra era la moglie e si interessava di mandare avanti la fattoria e la famiglia. Ma non era cosa facile sbarcare il lunario in quei periodi e quindi ci si attrezzava come si poteva, anche riutilizzando ciò che oggi per i più sarebbe uno scarto.

La panada è una zuppa tradizionale della cucina emiliana a base di pane vecchio e brodo, ideale per le fredde giornate invernali. È un piatto della cucina povera ma energetico, utilizzato da sempre come ottimo ricostituente, tanto che veniva preparato per , anziani, malati, partorienti e bambini.

testa di turco

Sicilia,Castelbuono, : testa di Turco

Vicino Palermo esiste una realtà che sa di montano e di medioevale, valli e paesaggi che ci si aspetterebbe trovare nelle alpi o negli appennini, certamente non a pochi chilometri dalla costa settentrionale della Sicilia…..testa di turco

20190622_105824 (2)

Bevagna; canapa

Siamo andati a Bevagna al "Mercato delle Gaite" una rievocazione medioevale nella quale, nella splendida cornice della cittadina e delle sue casette e dei suoi vicoli, si ripropongono mestieri ormai scomparsi. Abbiamo visto chi faceva la carta partendo da stracci di cotone o canapa, chi partendo dal bozzolo del baco componeva il filo di seta con cui avrebbe realizzato preziosi tessuti, e tanti altri tra cui i "canapari" che, devo dire, mi hanno colpito particolarmente. 20190622_105824 (2)Diceva il ragazzo vestito da popolano medioevale ( che nella realtà coltiva canapa per usi alimentari) la canapa era considerata il maiale vegetale perchè, come del maiale non si buttava via nulla, così la pianta della canapa veniva utilizzata integralmente. Le radici venivanoimpiegate per accendere il fuoco, infatti il canapulo impregnato nello zolfo diventava un fiammifero, i semi costituivano una parte importante dell'alimentazione animale. La fibra, invece, era impiegata per la produzione di corde per le varie attività agricole, per le reti da pesca, ma specialmente per la realizzazione di tessuti per il confezionamento della biancheria per la casa (canovaccio vi ricorda qualcosa?), dei sacchi per cereali e farine, dei vestiti dei componenti la famiglia e per il corredo delle figlie femmine in età da marito.

Sicilia:caponata alla siciliana

caponata con tonnoLa Caponata è uno di quei piatti appetitosi, che ti fanno venire l'acquolina in bocca e ti fanno correre la mente verso immagini di Sicilia, mare e giornate estive……

a

Sicilia, Catarratto

Esistono vini più noti e vini, pur di grandissimo pregio, che non hanno la stessa notorietà e fascino. Il Catarratto appartiene a questa categoria, sarà per un nome che suona strano, per qualche ragione modaiola, però chi lo assaggia una volta…..

La zona di Trapani, Marsala e Erice è certamente una delle aree d’eccellenza per i vini siciliani. In questa zona della Sicilia le origini della viticoltura risalgono a tempi antichissimi, sappiamo che la zona di Mozia fu colonizzata fin dall’VIII/VII secolo a.C dai Fenici, che solcavano il mar Mediterraneo per  i loro fini commerciali.a

 In questo splendido territorio che si affacia sul mare e sull’arcipelago delle isole Egadi, il clima è caldo, secco, mitigato dalle brezze marine e spesso caratterizzato da forti venti. Le posizioni dei terreni e le condizioni pedoclimatiche sono ideali per la produzione di uve dal profilo aromatico intenso. I suoli sono prevalentemente composti di sabbie, calcare e rocce tufacee, terre povere ma estremamente vocate per una viticoltura di qualità.